Provare a crederci
Francesco Di Lorenzo - 24-03-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



È bello sapere che molti dei nostri studenti universitari, durante il loro corso di laurea, hanno fatto almeno un'esperienza di studio all'estero. Grazie ai progetti e ai programmi dell'Unione Europea, il 14% dei laureati (si arriva al 18% se si contano anche le lauree specialistiche) ha avuto la possibilità di confrontarsi e studiare con i coetanei stranieri. Forse la percentuale non è altissima, e di sicuro vorremmo che sempre più studenti facessero scambi e programmi di studio all'estero, ma conviene, visti i tempi, accontentarsi.
Anche perché il trend è in salita e questo fa ben sperare. La considerazione ultima è che in fondo, tra i tagli, i risparmi e le discese agli inferi della nostra scuola, dobbiamo essere già felici se alcuni ragazzi (pochi o molti) avranno ancora la possibilità di sviluppare una visione culturale più decentrata, meno provinciale, più aperta all'Europa e al mondo.
Anzi, si dovrebbe proporre, qualcuno si incarichi di farlo, che tutte le scuole secondarie, e non solo poche fortunate, possano essere da subito in contatto (ed avere scambi) con scuole estere.

Sono usciti a cura di Amnesty International italiana (sezione nazionale della nota ONG indipendente fondata nel 1961 a Londra e che si batte per la difesa dei diritti umani) alcuni quadernoni utili per insegnare ai bambini la conoscenza dei diritti.
I libri, dedicati agli alunni dai 6 ai 10 anni, partono da semplici attività che indicano cosa sono i diritti e qual è la loro importanza. Poi, attraverso una serie di giochi e di letture, si arriva alla scoperta delle cose che ci accomunano e di quelle che, invece, ci rendono diversi.
I volumi trattano dei diritti di tutti i bambini del mondo, con letture e attività che puntano in modo giocoso, ma concreto, su cosa hanno davvero bisogno i bambini per crescere bene e vivere felici.
Visti i tempi, il diritto alla pace e il diritto di vivere l'infanzia in modo completo ed equilibrato, sembra un'idea senza possibilità di riuscita, un obiettivo irrealizzabile.
Ma bisogna provarci, bisogna crederci.


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