Visioni e supposizioni
Francesco Di Lorenzo - 03-03-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



L'attacco alla scuola pubblica arriva insieme all'attacco al Colle, alla Costituzione e alla magistratura. Qualcuno ha detto che quando il presidente del Consiglio parla senza filtri, viene fuori veramente il suo pensiero. Che Ŕ un pensiero francamente superato dalla civiltÓ, dagli eventi storici, dalla cultura di un popolo, di qualsiasi popolo.
Quando si ripropongono visioni antiquate e pre-moderne, il quadro che si compone Ŕ scioccante e pauroso. Il quadro, immaginandolo un quadro dipinto, Ŕ popolato di mostri, teste mozzate, soffocamenti, lamenti, lacerti e mancanza di libertÓ. Il richiamo all'inciviltÓ, alla barbarie e all'inconscio Ŕ forte e presente, sempre. Il buon vecchio Freud andrebbe come minimo riproposto e ristudiato.
Nel frattempo attendiamo altre uscite, altre sparate. Per esempio, di che cosa devono parlare gli insegnanti veri in una classe scolastica, magari consigliare ai ragazzi come vestirsi e, sempre per rispettare la libertÓ di tutti, verrÓ ricordato di dire che bisogna onorare il padre e la madre.
Il fatto poi che il ministro Gelmini citi a sproposito, e sbagliando, la Costituzione per rimediare alle parole del premier, Ŕ solo un'appendice di nessun valore. Non per citare, ma siamo alle comiche (si spera veramente e con il cuore) finali. Vedremo.

Invece, la notizia che studiare fa bene alla salute, Ŕ veramente confortante. I ricercatori della Brown University hanno reso noto i risultati di un' indagine la cui conclusione Ŕ che chi studia si ammala di meno di malattie cardiovascolari. Le persone che hanno studiato per pi¨ di 17 anni sono pi¨ in salute, fumano meno, bevono meno e non sono in sovrappeso. Inoltre, quanto pi¨ essi raggiungono livelli accademici elevati, tanto pi¨ nel loro organismo si riduce l'incidenza dell'ipertensione. E questo, al di lÓ della condizione sociale. Forse per vivere a lungo non serve solamente studiare, sicuramente serve per vivere meglio.

P.S. Non lo dice la ricerca, Ŕ solo una supposizione, ma sa tanto di veritÓ: la percentuale maggiore tra chi studia ha frequentato la scuola pubblica. Questi ultimi, poi, la scelgono anche per i figli.


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