Disegnino da cancellare
Francesco Di Lorenzo - 02-02-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Ormai si sente di tutto e di più. La confusione regna sovrana. Ma il pericolo più incombente è l'assuefazione. Il brusìo di fondo sulle cose della scuola, sembra voler diventare un sottofondo stabile. Un qualcosa che va avanti a prescindere da quello che succede e da quello che è successo. Come se nella scuola semplicemente non si fosse mai fatto nulla. E si dovesse iniziare ogni volta da capo. A questo punto il pericolo è che il sottofondo monotono non venga più neanche ascoltato. Diventi un brusìo indistinto che nessuno prende in considerazione, anche quando, magari, qualcuno propone cose serie, o quantomeno da considerare e da discutere.
Così, sappiamo di una proposta per re-introdurre nella scuola l'educazione civica come materia autonoma. Come era qualche anno fa, e dopo che la 'materia' Cittadinanza e Costituzione', in sostituzione dell'educazione civica (ma è la stessa cosa), fosse stata presentata prima come autonoma, poi aggregata ad altre, poi diluita e poi non si sa più niente... Ma non è finita qui. Anche un'occasione per riflettere sul fatto che i nostri quindicenni, dai dati Ocse-Pisa, abbiano qualche difficoltà in matematica, diventa opportunità per andare a ritroso.
Per cercare colpe prima negli insegnanti delle scuole medie, poi in quelli delle elementari, alla fine nelle mamme che non sanno più le tabelline come una volta.
E si continua ad andare indietro anche per quanto riguarda l'esame di maturità.
Infatti, viene sbandierato che siccome fa più paura - un dato, come sempre, rilevato dai sondaggi - sia anche più severo. E più serio.
Ma dove sta scritto? Per quale recondito motivo ci sarebbe tutta questa corrispondenza tra paura e serietà, passando per la severità?
E mentre l'Unione Europea lancia l'allarme sull'alta percentuale di abbandoni scolastici, che è attualmente più del 14%, e propone una drastica riduzione, offrendosi di aiutare gli stati che mettano in atto politiche scolastiche che vanno nella direzione giusta, noi, il nostro ministero, che fa? Prepara il testo di un decreto applicativo sulla valutazione degli insegnanti e delle scuole.
Autonomamente. Fregandosene del fatto che la sperimentazione sulla questione sia stata rifiutata in tutte le scuole scelte. Le opinioni dei docenti non contano. Il disegno c'è. Peccato che sia un disegnino, sbiadito e inconsistente. Da cancellare senza rimorso.

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