breve di cronaca
Senza paura di essere felice
Repubblica on line - 28-10-2002
Quasi un plebiscito: il 61,4 per cento dei votanti ha scelto questo ex metalmeccanico socialista per guidare il Paese.

Brasile, vince Lula
ed è subito festa
"Il popolo deve mangiare
e qui c'è gente alla fame"


SAN PAOLO - Forte di un voto che è quasi un plebiscito
(il 61,4 cento dei consensi contro il 38,6 del suo avversario a spoglio quasi completato) il socialista Luiz Inacio Lula da Silva, è il nuovo presidente brasiliano. Ha sbaragliato il suo avversario, ha promesso molto e ora l'aspetta un compito arduo: l'attuazione del suo programma elettorale, tutto incentrato sulla politica sociale e quasi una sfida alla comunità finanziaria internazionale. Per questo i brasiliani lo hanno scelto e Lula il socialista, finito in carcere durante la dittatura del 1984, lo sa. "Il Brasile ha votato senza paura di essere felice - è stato il suo primo commento dopo la vittoria - la speranza ha vinto la paura".

Poi l'avvertimento alla comunità finanziaria internazionale: "Il mercato deve sapere che il popolo brasiliano deve mangiare tre volte al giorno e che c'è gente alla fame". Ma credo, ha aggiunto Lula, che "il mercato si tranquillizerà d'ora in poi. Tutti sappiamo che non è normale avere il dollaro a quattro reais. Dobbiamo ritornare a essere un paese produttivo, perché solo la produzione genera ricchezza e distribuisce reddito".


Con al suo fianco la moglie oriunda italiana, Marisa, l'ex operaio metalmeccanico che ieri ha anche compiuto 57 anni, ha infine dedicato "il giorno più bello della mia vita" alla memoria di sua madre. Solo domani verranno annunciati i primi nomi dei collaboratori di Lula per i due mesi della "transizione sensata e democratica" voluta dal presidente Cardoso. Poche battute dettate ai giornalisti in un albergo del centro (il discorso ufficiale è rimandato a oggi pomeriggio). Poi via, alla festa che i suoi sostenitori hanno organizzato nell'Avenida Paulista di San Paolo, dove Lula è stato ricevuto in trionfo.

Ma è festa in tutto il Brasile: centinaia di migliaia di persone sono scese per le strade, fino all'alba. Fra i primi messaggi di congratulazioni giunti al nuovo presidente brasiliano c'è stato quello del presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi. I presidenti americano George W.Bush e quello francese Jacques Chirac gli hanno fatto sapere di volerlo incontrare prima dell'insediamento del primo gennaio prossimo.

Il suo avversario, il socialdemocratico José Serra, ha ammesso la sconfitta e gli ha fatto gli auguri di buona fortuna per riuscire a mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale.

Lula arriva al traguardo al termine di un lungo duello elettorale durante il quale la grande finanza internazionale e il cambio del dollaro hanno rappresentato avversari ben più feroci dei candidati in carne ed ossa con cui ha disputato per due turni la presidenza. Ma gli indicatori economici sembrano essersi ora dati una calmata. E' forse una tregua concessa al neoeletto da un mercato sempre recalcitrante ma che, bene o male, dovrà pur rassegnarsi al plebiscitario avvento di Lula.

Si aspettano già con ansia i primi segnali su quello che farà e su chi si metterà a fianco dopo l'insediamento del primo gennaio. Sono in molti infatti a sospettare che l'approccio soft da sinistra all'italiana e alla francese, con cui il padre del Partito dei lavoratori l'ha avuta finalmente vinta, non sia altro che una pelle d'agnello buttata temporaneamente sul vecchio pelo del lupo.
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