Sulle adozioni librarie
Francesco Paolo Catanzaro - 28-10-2002
Si è sempre creduto che la scuola dell’obbligo comporti un contributo statale alle famiglie, che dia la possibilità di acquistare tutti i libri per l’istruzione. Questo, in realtà, avviene nella scuola media, dove i buoni libro permettono di acquistare qualche testo, dal momento che i rincari dei volumi diventano, di anno in anno, sempre più poderosi. Così, mentre prima con la stessa cifra rimborsata alle famiglie, potevi acquistare una buona parte dei libri, ora la stessa ti permette di avere gratuitamente pochi libri. La rimanente spesa è a carico delle famiglie, che con la dichiarazione dei redditi dimostrano il reale o inesistente livello di povertà e, quindi, di bisogno di aiuto statale nell’acquisto.
Ma almeno la scuola elementare dovrebbe concedere i libri gratuitamente, dato che ogni anno si ripete il consueto rito delle cedole, che permette di ritirare senza alcuna spesa i testi adottati. Sì, due testi! Perché poi le maestre adottano altri libri, che invece vengono pagati dalle famiglie ed un genitore, che ha due bambine nella scuola elementare si vede costretto ad acquistare altri manuali, quaderni di verifiche, che , seppur utili ed integrativi dell’azione didattica dei docenti, portano a far spendere anche 40 euro di soli libri, senza contare la spesa, già sostenuta, per il materiale occorrente.
Esistono libri che vengono adottati e risarciti a metà perché per esempio il quaderno di verifiche è a pagamento.
E se questo papà non può permettersi ciò?
Se quel bambino vede ritardare l’acquisto dei libri da parte della famiglia contrariamente ai suoi compagni che già dal primo giorno di scuola li custodiscono negli zaini firmati, quale sconforto, quale ansia produrrà tale mancata osservanza della sua famiglia nella sua psiche?
E poi c’è il problema che la maestra può anche arrabbiarsi che il bimbo non porta ancora i libri a scuola. E guai a far arrabbiare la maestra!- confessa il bimbo traumatizzato.
Così l’alunno può assumere due differenti comportamenti: o piange o si ribella e comincia a dire di non voler andare più a scuola, incrementando il tasso di dispersione nazionale.
Atteggiamenti che, se non prontamente corretti, possono degenerare nella sfiducia verso i propri genitori, che non garantiscono tutto quello che gli altri bambini hanno, e verso la scuola per il senso di inappartenenza all’omologazione del gruppo classe.
Quindi, fermo restando che l’uso del grembiule uguale per tutti ( oggetto di discussioni accese in passato!) elimina insofferenze ed invidie per il vestiario firmato di alcuni e per quello misero e sempre uguale di altri, prevenendo forme di settorialità, di conflittualità ed auto- emarginazione all’interno del gruppo, anche l’adozione di pochi manuali ma buoni oppure di molti ma gratuiti potrà contribuire a creare un clima più sereno in classe ed in quelle famiglie che quotidianamente combattono per la sopravvivenza e ad eliminare la possibilità che qualche alunno in odor di atteggiamenti pinoccheschi, possa rivendersi l’abecedario per contribuire al sostentamento della propria famiglia.

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