Babbo Natale per tutti?
Francesco Di Lorenzo - 18-12-2010
Dallo Speciale Notizie dal fronte



È curioso l'appello ad essere contro la violenza quando per un paio di anni, e poi per mesi e poi per giorni, non si è dato ascolto a chi manifestava (in forma pacifica e nuova) e chiedeva di poter esporre le proprie ragioni. Dovrà passare ancora del tempo (ma quanto?) per far capire che oltre la violenza fisica, esiste anche la violenza morale, la violenza della sopraffazione e del menefreghismo. E che non è giusto riportare tutto allo scontro finale, che è appunto l'epilogo e non l'inizio.

Fioccano intanto, come si evince anche dagli articoli pubblicati da Fuoriregistro, la volontà dei docenti delle scuole di Torino e Napoli di non aderire alla sperimentazione della valutazione dei docenti. La maggioranza dei collegi docenti che si doveva pronunciare sull'adesione ha detto un no risoluto. Si spera che non venga in mente a qualcuno di dire che c'è un manovratore, dall'alto o da dietro, che comanda gli insegnanti di due città, peraltro anche lontane. Ma non si sa mai.

A Milano alcune scuole dell'infanzia hanno deciso di festeggiare il Natale in forma laica. Poiché ormai gli asili sono multietnici si è optato per una festa che contempli non più Gesù Bambino ma solo Babbo Natale. Che non contrasta con le fedi religiose ed è accettato più o meno da tutti. Insomma, si va sul leggero, si pensa alla tradizione sì, ma a quella dei regali, e chi si è visto si è visto. Forse, potrebbe nascere il sospetto che questo non è un modo giusto per integrare, anzi non lo è sicuramente. Forse, bisognerebbe cambiare prospettive. Più che integrazione, che può e che deve avvenire ( se può e se deve), ci sarebbe da insistere sull'interazione. Nessuno deve rinunciare a nulla; ma mettere insieme, far dialogare, far convivere diverse concezioni e diverse tradizioni non sarebbe poi tanto male.
Far conoscere altre culture non è proprio l'ultima delle idee. Sarebbe un'apertura, o no? E sarebbe, poi, anche un compito della scuola.

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