Proteste e sobillatori
Francesco Di Lorenzo - 16-12-2010
Dallo Speciale Notizie dal fronte



C'è un'iniziativa dal titolo bellissimo: "Scuola pubblica bene comune". Partita da alcune scuole di Milano, si sta rapidamente diffondendo in tutta la penisola attraverso una serie di associazioni.
Lo scopo dichiarato è il bisogno di vigilare e di ricordare a chi di dovere che l'articolo 33 della Costituzione recita: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". Essi chiedono il semplice reintegro dei fondi sottratti alla scuola pubblica, e la restituzione di quelli concessi alle scuole private.
Tanto più che è già passato alla Camera e al Senato la previsione di spesa che sancisce l'aumento dei tagli alla scuola per il 2011.
Mentre, invece, sono previsti altri finanziamenti per le scuole paritarie. E chi lo fa notare viene subito bollato come sobillatore, mandato da altri, disfattista.

Quindi non solo viene negato il diritto fondamentale a non essere d'accordo, che è la base della democrazia, ma viene istillato e propagandato il dubbio che chi protesta lo fa perché eterodiretto. Insomma, si usa il metodo mafioso-camorristico, che è quello di denigrare le persone per bene che decidono di combattere il sistema corrotto. Che, poi, ad usare questo metodo sia chi pretende di dare insegnamenti e di dirigere il settore scolastico, è veramente il colmo.
In attesa di altri disastri sulla scuola che per ora dobbiamo mettere in conto, ci sono anche delle notizie meno allarmanti.

Una ricerca promossa dalla fondazione Agnelli ci dice che chi ha frequentato gli asili nido è avvantaggiato nella sua vita scolastica.
In pratica è più socievole, apprende meglio ed è più autonomo. Questo risulta dai test. Ma c'è un distinguo. È avvantaggiato chi ha frequentato ottimi asili nido. Non chi è stato parcheggiato e magari sgridato, se non picchiato, perché dava fastidio. Che al massimo, in questo caso, si diventa svogliati. A parte gli scherzi, quanto prima si viene stimolati, anche e soprattutto in contesti diversi da quelli familiari, più si ottengono rendimenti scolastici migliori.
C'è solo il fatto che in Italia ci sono pochi asili nido statali.
Quelli migliori, di tradizione, da tutti riconosciuti, esistono a Reggio Emilia e in altre parti d'Italia. Le liste di attesa in tali contesti sono lunghissime. Ma non succede nulla. Una volta, si cercava di ripetere e portare a conoscenza le esperienze migliori.
Valeva l'esempio e l' emulazione. Oggi sembra di no. Ci sarà di certo la mano di qualche sobillatore che vuole screditare tutto il sistema che sta andando 'benissimo'.

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