Facciamoci del male
Francesco Di Lorenzo - 09-12-2010
Dallo Speciale Notizie dal fronte



È stato giustamente detto che nell'annuale rapporto Censis si possono leggere tutti i fenomeni sociali. Forse, l'aggettivo 'giustamente' potrebbe essere sostituito da 'banalmente', senza che il significato finale dell'affermazione ne venga alterato. Il rapporto di quest'anno sulla scuola rileva alcune contraddizioni che sono già a conoscenza di tutti (o quasi di tutti), ma che forse è sempre bene ribadire.
Così, si apprende (?) che mentre più della metà delle scuole statali hanno chiesto un contributo in soldi agli studenti per il loro funzionamento, l'85% delle mille scuole interpellate ha ricevuto finanziamenti statali per dotarsi di lavagne multimediali. Come dire, tu porti da casa la carta igienica e io ti fornisco strumenti adeguati per lavorare meglio. Uno scambio d'altri tempi che andrebbe verificato e valutato. Sperando di non scoprire le solite magagne: appalti pilotati e tecnologie già scadute. Chi si ricorda che una quindicina di anni fa ci furono tante scuole che si dotarono di software e di parabole per ricevere programmi fatti in collaborazione con la Rai? Chi ne ha traccia, si faccia avanti. Fu spazzato via tutto dall'avvento di internet.
L'altro dato che emerge dal rapporto è che gli alunni stranieri iscritti alla scuola statale non aumentano, come era avvenuto negli ultimi anni, ma si attestano sempre su un + 7%.

Quasi contemporaneamente vengono resi noti i risultati dei test Pisa (Programme for International Student Assessment) svolti nel 2009 ed elaborati dall'Ocse sulle capacità di lettura e sulle conoscenze matematiche e scientifiche dei nostri studenti.
Bene. L'Italia resta ad un livello molto basso, inferiore a quello di altri paesi industrializzati. Ma si evidenzia qualche progresso rispetto agli anni scorsi. A questo proposito, le parole del ministro Gelmini si commentano da sole. La sua dichiarazione è questa: "È un risultato che ci rende orgogliosi. L'Italia inverte finalmente il trend negativo che durava da dieci anni. Le classifiche internazionali mettono il nostro Paese tra quelli che hanno avuto tra i più significativi miglioramenti." Naturalmente sono parole che elogiano il lavoro svolto da chi l'ha preceduta. I dati, infatti, sono relativi al 2009. Quando era ministro da pochi mesi e aveva appena detto di aver ereditato una situazione catastrofica sulla qualità della nostra scuola. Allora, nei fatti, non era così?

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