Ostacoli durante il tempo prolungato
Francesco Paolo Catanzaro - 23-10-2002
Una vocazione scolastica è l’adozione del tempo prolungato, che permette di combattere la dispersione scolastica. Molti alunni, che nelle ore pomeridiane non avrebbero stimoli positivi dal loro contesto sociale e potrebbero essere irretiti dalla frequentazione di bigliardini, di sale gioco o bazzicare nelle strade, annoiandosi a morte, trovano la possibilità di frequentare laboratori e prendere parte ad attività gestite da colleghi in compresenza, che li portano a scoprire passioni e vocazioni personali. Poi una biblioteca ben fornita potrebbe permettere ai docenti di sviluppare progetti legati alla lettura di testi di narrativa, alla conoscenza dei repertori bibliografici intorno ad un argomento, impiantando gruppi di ricerca in operazioni di approfondimento e di consolidamento delle attività proposte nel mattino. Quando, infine, la biblioteca coincide con la sala proiezione, l’attività diventa più affascinante e coinvolgente per gli alunni e per il docente , che ha la possibilità di far visionare videocassette, film etc. ed operare per losviluppo della capacità critica e di decodificazione di messaggi visivi. Tutte attività che affascinano gli alunni, anche i più vivaci e trovano la possibilità di essere promosse durante le ore pomeridiane quando il livello di attenzione per una lezione frontale è minimo e potrebbe ottenere risultati soddisfacenti solo il coinvolgimento degli alunni in attività operative e manuali alternative a quelle tradizionali.
Ma quando tutto ad un tratto, arriva una circolare che indica ai docenti un orario di ricevimento della biblioteca: “Tutti i giorni dalle ore 8,30 alle 12,30 escluso il sabato” e si dimentica l’attività del tempo prolungato scoppia la crisi. Si sa, la responsabile di biblioteca non è obbligata a rimanere sempre e comunque a disposizione dei docenti. Siamo umani e l’orario di servizio è poi quello! Non esiste una vocazione al sacrificio nella scuola, se non è incentivato. Ma la situazione diventa oltremdo più critica quando i docenti chiedono le chiavi della biblioteca ed il dirigente scolastico non è tanto contento di consegnarle ai colleghi, rimandando le attività solo quando vi è presente la responsabile. E le attività del tempo prolungato? Quei famosi laboratori di cineforum, di conoscenza della biblioteca dove vanno a finire? Il docente, messo alle strette, comunque è un “animal scolasticus” che sa arrangiarsi. Comincia ad accusare malesseri, a vedersi i brufoli, a lamentare dolori di testa e si assenta. Quegli alunni che avrebbero dovuto ricevere un’ educazione all’immagine, un’educazione alla legalità si vedono divisi per le classi e sballottati di qua e di là. I progetti si riveleranno un fallimento . Ma di chi è stata la colpa? Nessuno alza la mano!Neanche la bibliotecaria e i suoi orari anti-tempo prolungato o il dirigente che non ha fiducia nei suoi docenti. Sarebbe bastato al Preside raccomandare al docente interessato, che profana il “tempio della bibliotecaria”, rispetto ordine e responsabilità per potere usufruire del materiale didattico a disposizione della scuola e gestirlo con una certa autonomia non soltanto nelle ore mattutine ma anche per le necessità delle ore di tempo prolungato. I docenti sanno utilizzare il materiale didattico e sanno pure preservarlo dal logoramento del tempo e dalle marachelle giovanili. Povero docente incompreso dalla sua stessa scuola!

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