Impressioni da valutare
Emanuela Cerutti - 22-10-2002

Accade.

Il 15 novembre p.v. scadono i termini utili per aderire al Progetto Pilota per la valutazione del servizio scolastico, fase 2, predisposto dal Dipartimento per lo sviluppo dell’Istruzione - Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e visibile sul sito Invalsi (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione).
In seguito al felice esito della fase 1, conclusasi lo scorso luglio dopo aver visto la partecipazione volontaria e soddisfatta di ben 2832 scuole, per un totale di circa 350.000 allievi,

“ il Ministro ha approvato la proposta …. di promuovere, nel corrente anno scolastico, un secondo progetto pilota, che, sulla base dell’esperienza acquisita, delle indicazioni delle scuole partecipanti al primo progetto e con l’ampliamento della partecipazione, consenta di mettere ulteriormente a punto il Servizio Nazionale di Valutazione e di far crescere nella Scuola la cultura della valutazione, come strumento indispensabile per migliorare la qualità del servizio reso alla comunità”.
In particolare “saranno verificati gli apprendimenti in tre discipline: lingua italiana, matematica e scienze”, cercando di misurare “scuola per scuola, il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali stabiliti dall’Alta Direzione (Ministro), integrando gli obiettivi nazionali con quelli dell’autonomia”

Provocazioni.

Enrico e Noemi sono in classe insieme, una quinta liceo.
Lui frequenta da sempre la British School, ha superato il Proficiency, passa estati da solo a Londra, lavora e nel tempo libero gira nei parchi, incontra gente, usa lo slang, scrive in inglese con la scorrevolezza del parlato.
Lei non ha mai avuto un eccessivo trasporto per le lingue, fatica a comunicare emozioni in terra straniera, ma studia come un treno ed applica pedissequamente le english rules a lungo esercitate.
Verifica a domande aperte sul teatro elisabettiano: Enrico 7, Noemi 9. Sulla grammatica non si scherza.


Andrea e Nives studiano in due istituti diversi della stessa città ed hanno molto in comune, ad esempio l’amore per la lettura, la voglia di andare oltre le semplificazioni e di incontrare gli autori in modo diretto, la passione conoscitiva .
Negli zaini estivi, tra i Modena City Ramblers e Noa, ci stanno il Principe di Machiavelli e le Massime di Epicuro.
Ma non sono sufficienti.
Non per Andrea, a cui vien detto di non personalizzare la critica: il giudizio sulla moralità del potere esula da quanto era in programma: voto 5 .
Non per Nives, combattuta tra il proprio e l’altrui pensiero: forse davvero i sogni “nascono solo dall’afflusso di idoli”, tanto vale rinunciare alla libera espressione e stare nei canoni utili al galleggiamento. Quanto vale un 8 inventato?


Soufien non ha raggiunto gli obiettivi minimi, nonostante l’alfabetizzazione (selvaggia), i soldi spesi per gli interventi straordinari, la fatica delle mediazioni continue con altre famiglie perché, si sa, è un attaccabrighe, meno male che poi va alle medie e non ci si pensa più. Nemmeno in arabo sa scrivere, me lo ha detto suo zio.
Però nella costruzione dello spettacolo teatrale è un mago. Coglie, sistema, affascina, struttura, riordina, screma: abilità fluida, pratica, creativa. Forse gli manca quella cristallizzata, ma si sa che le categorie del ricordo e della proiezione, in un migrante, stanno dietro porte di difficile apertura.

Questo, tutto questo, come lo valuto?


Mi chiedo.

Qual è il servizio che la scuola rende alla comunità?

Quello di proporre un modello “produttivo” dove la valutazione è premio, moneta, di un successo prefabbricato, adeguando risposte a schemi predisposti, secondo la stessa logica per cui si induce un bisogno?

O quello “creativo”, nel quale l’immaginazione si intreccia con la regola, il disordine con l’ordine, la linea chiusa con le evanescenze, il fuori con il dentro…? Potrei continuare in questo gioco di opposti, potrei continuare per ore, basta che mi guardi dentro e, come attraverso un caleidoscopio, riconosca la gamma delle trasformazioni, il fluttuare delle memorie.


Endgame.

Una partita a scacchi.
Muovono i bianchi, estraendo la regina dal paragrafo finale, e si sa che la regina anche se sta in fondo è quella che comanda.

I costi diretti (stampa dei questionari, spedizioni, lettura ottica) sono ammontati a poco meno di 663.000 €. A questi si devono aggiungere i costi di personale INValSI stimabili in circa 150.000 €, per un totale di 813.000 €. Tenendo conto che le scuole partecipanti sono state circa un quinto del totale nazionale e che le classi provate sono state tre, si può ritenere che a regime il SNVI non dovrebbe costare più di 5÷7,5 milioni di euro/anno se le classi provate fossero da quattro a sette. Passando all’informatizzazione del processo queste cifre sarebbero ridotte in modo drastico. (dal Progetto Pilota)


I neri rispondono, ci pensano un po’, hanno nomi diversi, questa volta tocca a Fabio, che sceglie l’alfiere, emblema della trasversalità, antica strategia di affondo, sostituita in tempi moderni da meno rischiosi metodi di sopravvivenza.

Credo che la scuola italiana vada riformata al più presto, e la prima riforma sia quella di garantire l'istruzione a tutti.
Credo che abbia messo i brividi a tutti ascoltare al telegiornale che una bambina si è dovuta rivolgere al 113 per poter avere i libri di scuola.
Assurdo per un Paese membro della Comunità Europea e nel 2002.
La scuola è un diritto per tutti e deve essere garantita a tutti.
La prima riforma deve essere la possibilità di fornire a tutti gli alunni delle scuole dell'obbligo i libri gratuitamente e, in caso di redditi bassi (per non dire indigenti) anche tutti gli altri strumenti correlati, quali quaderni, matite, ecc.
Una scuola migliore, a mio avviso, nasce dalla possibilità di garantire l'istruzione a tutti i cittadini.
Quello che mi preoccupa è che, come in tutti i settori, ci si batte su leggi che servono a decidere "quali tende metter nella casa" senza rendersi conto che la casa non ha neppure le fondamenta solide.
La scuola deve essere riformata dalla sua base, e la sua base è il diritto di tutti allo studio. (dal Corriere della Sera)



Mentre attendo la mossa successiva, mi viene in mente che stamattina non sono nemmeno riuscita a chiedere ad Ilyasse perché fosse tanto arrabbiato e che domani, forse, non riusciremo a spiegare perché alla riga “Valutazione e verifica” del “Progetto per l’integrazione, l’alfabetizzazione e la metacognizione” che presenteremo in Collegio, non appaiano items o tipi di prove, ma i prodotti finali (e finalizzati) del nostro lavoro cooperativo.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf