Ma che bontà...
Francesco Di Lorenzo - 30-10-2010
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Tra le novità degli ultimi giorni c'è da segnalare che le prove Invalsi saranno estese alle scuole secondarie. E i test interesseranno anche altre materie, oltre che italiano e matematica.
Sono una novità, poi, le pagelle on line, gli studenti in classe con il budge «rileva presenze», e dal 2011, il fatto che i supplenti saranno chiamati attraverso sms e mail. Questo sembra che ci permetterà di risparmiare qualche milione di euro.
L'idea è senz'altro buona, ma fa comunque uno strano effetto pensare a tutta questa bella idea di informatizzare, quando nelle aule manca l'essenziale. Quando, ad esempio, in corridoi sterminati per ore non c'è nessun bidello, e l'insegnante, se per caso gli scappa la pipì, non può lasciare la classe incustodita, con grave suo danno fisico e morale.
Però, e questo sembra davvero interessante, verrà chiamato a lavorare, per una supplenza o un incarico, attraverso un sms o una mail.
Vuoi mettere? Viene il dubbio che tra un po' saranno talmente pochi che conviene chiamarli a voce. E sai che ulteriore risparmio!

Non è una novità, invece, che si chiedano soldi per le scuole private, e neanche che a farlo siano cento deputati della maggioranza.
Vogliono il reintegro dei fondi che erano stati parzialmente tagliati per i prossimi anni. Ha risposto subito alla chiamata la presidente della Commissione cultura della Camera, la deputata Valentina Aprea.
Ha detto: "sono convinta che col 'milleproroghe' di fine anno recupereremo tutto quello che c'è da recuperare a favore delle scuole paritarie".
Tali parole sono così inadeguate da non suscitare
commenti.

Nemmeno è una novità apprendere che, nonostante tutti gli sforzi, la riforma dei tecnici e dei professionali non abbia dato nessun risultato. In pratica le iscrizioni in questi istituti sono diminuite in misura maggiore dei dati resi noti ad inizio anno. Insomma, la situazione è più grave di quel che sembrava. Non valgono le pubblicità e neanche che la Confindustria faccia spot a favore. Quando il progetto non è chiaro, e quando mancano le ore di laboratorio, non c'è santo che tenga. Del resto basta leggere le centoventicinque pagine delle Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento degli Istituti professionali. È il trionfo del burocratese, del compromesso e delle mediocrità. Si nota, a volerlo vedere, che si era partiti con un'idea e si arrivati alla conclusione con altre. Forse ha influito il fatto che gli estensori abbiano lavorato con due governi e due ministri diversi? Chissà?

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