breve di cronaca
Da Vittorio e Luisa
Corriere della Sera - 22-10-2002
Nel gruppo consulenti della Moratti e dell’ex ministro Berlinguer: Polo e Ulivo, progetto per «salvare» la scuola. Laboratorio di esperti «trasversali» per costruire un sistema educativo che resista ai cambi di governo

MILANO — I «congiurati» si vedono la sera, a cena. Tutte le volte che possono. Altrimenti comunicano via Internet, i testi «sovversivi» si affacciano di notte sui monitor dei pc di casa, accolti da fumo di sigarette e occhiaie da superlavoro. Ma vanno avanti. Ormai da 8 mesi. Un nome vero e proprio non ce l’hanno: sono «quelli del buon senso»

Attenti a pensarli come una setta segreta, però. Anzi, sono aperti ad ogni tipo di contributo. Esclusi parlamentari in carica, i membri del governo e i dirigenti dell’amministrazione scolastica «per non metterli in imbarazzo». Perchè il compito che si sono dati è di quelli al limite del proibitivo: pensare una riforma complessiva della scuola che regga al mutare delle maggioranze, che prenda le cose migliori dei tentativi finora messi a punto dai governi di centrosinistra e dal governo di centrodestra e le assembli per approdare a un progetto finalmente organico, basato su punti essenziali condivisi. Tempi previsti? Otto-dieci anni perchè vada a regime, 15 a voler essere pessimisti. Poi, però, sono sicuri che l’Italia avrà finalmente un sistema integrato istruzione-formazione al passo con i tempi.


A cimentarsi nell’impresa sono esperti di primo piano del mondo scuola. Studiosi cosiddetti «bipartisan», ovvero di centrodestra e di centrosinistra. Ecco perchè si muovono da «carbonari»: devono agire in uno dei settori più ideologizzati della nostra società. Dove se «non sei dei nostri sei per forza un nemico e con un nemico non si collabora. Da una parte e dall’altra», come dice Luisa Ribolzi, docente di Sociologia dell’Educazione all’università di Genova, simpatizzante del centrodestra. Lei e Vittorio Campione, ds, già segretario particolare di Luigi Berlinguer al ministero dell’Istruzione, sono all’origine dell’iniziativa. «Tutto cominciò con un cappuccino al bar, poi una cena con altri amici e da allora si va avanti, tra incontri ed e-mail. Nessuno ci finanzia nè ci finanzierà» racconta la Ribolzi.

Ma chi sono gli «amici di Vittorio e Luisa»? Ci sono i due pedagogisti Roberto Maragliano (coordinatore della commissione Saggi di Berlinguer) e Giuseppe Bertagna (coordinatore del gruppo di lavoro della riforma Moratti). Sono «il diavolo e l’acqua santa — scherza la Ribolzi — eppure dialogano dando al gruppo un contributo estremamente ricco». Ci sono tra gli altri l’ex deputata ds esperta di scuola Claudia Mancina, il responsabile scuola di Cl Franco Membrini, Paolo Ferratini del Mulino e il consigliere di Stato Alessandro Pajno, già collaboratore del governo Prodi, il filosofo della scienza Silvano Tagliagambe, collaboratore sia di Berlinguer che della Moratti. Il Corriere, a cominciare da oggi con l’articolo di Campione e Ribolzi, ospiterà gli interventi di alcuni di loro, rigorosamente a «doppia firma bipartisan». Tra i temi la scuola pubblica e quella privata, i contenuti dell’istruzione, le influenze della riforma federalista sulla scuola.

La speranza è che «le nostre idee moderate, oggi sinonimo di rivoluzionarie, siano seguite», spiega Campione e «il buonsenso prevalga sulla faziosità» dice la Ribolzi. Senza dimenticare che «per chi fa il grillo saggio di Pinocchio c’è sempre la possibilità che arrivi un martello...».

Enrico Caiano
22 ottobre 2002
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 Marino Bocchi    - 22-10-2002
Un gruppo di studio: ci hanno pensato "loro",
gli esperti, da cui tutti dipendiamo. I tecnici, gli specialisti. Tutti rigorosamente bipartisan. Non sarà un' intelligenza collettiva ma senz'altro e' l'intelligenza che ci governa da sempre, e che ai metodi dello spoil system preferisce quelli, molto meno rischiosi per le proprie carriere, degli accordi trasversali, di lunga durata, perche' la scuola e' un tema al di sopra delle parti e dei cambi di maggioranza, dicono. Tutto e' nato con un cappuccino, scrive il Corriere, tra la morattiana Luisa Ribolzi e il berlingueriano Vittorio Campione. Che poi si e' trasformato in una serie di cene di lavoro a cui partecipano abitualmente i due presunti nemici Maragliano e Bertagna. Insomma, siamo alle solite. Prima erano i democristiani e i comunisti, adesso i berlusconiani e i non berlusconiani a trattare sopra le nostre teste.
Sottobanco, ovviamente. Poi organizzeranno convegni e kermesse e infine ci faranno conoscere la conclusione dei lavori. Magari favoriti dalla
congiuntura dei tempi, nel caso molto probabile in cui i democristiani facciano l'inciucio e mandino al governo Fazio e i tecnici, cioe' loro, l'Apparato, quelli del "buon senso", come si definiscono.
Dicono che e' ora di finirla con le dannose contrapposizioni, che i ragazzi hanno
diritto
ad essere al primo posto .
I punti essenziali del loro progetto sono i seguenti: la
riqualificazione della formazione di base; la valorizzazione della formazione professionale a tutti i livelli; il riconoscimento alle scuole non statali che svolgono un ruolo pubblico di essere parte, con le statali, di un unico sistema scolastico nazionale; la riqualificazione degli insegnanti; il potenziamento di competenze come l'inglese e l'informatica.
Fingono di non sapere che ciascuno di questi punti, di buon senso, direbbero, nasconde un'insidia se non e' ben spiegato e tradotto in azione
e in linguaggio concreto. Ed e' qui, sul piano dei contenuti , che ci si distingue, noi e loro, destra e sinistra.
I volti dei film di Pasolini che qualcuno vede quando partecipa ai cortei, io li vedo tutti i giorni. Sono i volti dei miei alunni. Sono i volti che appartengono a quelle persone che la Morati, sotto il cappello della
"valorizzazione della formazione professionale", vorrebbe cacciare definitivamente nella periferia sociale e culturale da cui provengono. E' una lettura ideologica, la mia? Si', lo e'. Ma la preferisco al loro buon senso bipartisan. Dietro il quale hanno operato da sempre quelli che ci hanno fottuti, quelli che hanno provato a rubarci i sogni e le speranze,
quelli che prima ci hanno detto che dovevamo sacrificarci per l'Europa e poi, oggi, candidamente ammettono che il patto di stabilita' era una
stupidata. Il buon senso e' sempre un po' stupido. E di conseguenza pericoloso. Per cui preferisco la mia ideologia. Pasolinianamente, se mi e' permesso.