Miopia di governo
Lorenzo Picunio - 24-09-2010
Sembra passare sotto silenzio quanto sta accadendo in questo periodo nel mondo della scuola italiana. Eppure, cose importanti stanno accadendo.
C'è un governo che punta a distruggere uno strumento di difesa dei diritti democratici quale è la scuola pubblica, strumento fondamentale per l'attuazione della Costituzione Repubblicana e in particolare del suo art. 3 (quello sull'uguaglianza sostanziale di tutti i cittadini): si vuole eliminare ogni possibilità di ascesa sociale per le classi lavoratrici, ridurre l'istruzione dei cittadini a livelli minimi, imporre come unico sapere socialmente diffuso la sottocultura televisiva dei media di regime.
Ma l'operazione è anche miope dal punto di vista di chi governa: perché dalla crisi si esce sviluppando ricerca, innovazione, beni immateriali, nel momento in cui le produzioni manifatturiere emigrano verso altre parti del mondo. Non per nulla governi più lungimiranti di quello italiano, perfino la Germania della Merkel, hanno deciso di non tagliare le spese per la scola.

Ancora: il primo effetto delle politiche del governo verso la scuola è il taglio di duecentomila posti di lavoro in pochi anni, fra docenti e personale ATA: come la chiusura di tre Fiat, in un panorama occupazionale non certo roseo.

I movimenti degli insegnanti e dei lavoratori della scuola, dei genitori, degli studenti, sono una realtà molto forte in questo periodo, coinvolgendo tutto il mondo della scuola ed anche l'università, inserita alla stessa maniera nelle scelte di un governo votato all'ignoranza ed alla disoccupazione. Noi sosteniamo con forza questi movimenti, invitiamo le forze politiche e le istituzioni locali a fare altrettanto, affermiamo il valore della scuola e dell'istruzione anche come baluardi contro il razzismo e la discriminazione.

I Verdi veneziani

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