Precipita senza rumore
La Redazione - 26-06-2010
Trent'anni dalla strage di Ustica, una delle tante stragi «in cerca d'autore» dell'Italia repubblicana. Sulla caduta del DC-9 dell'Itavia, precipitato nel mare Tirreno tra le isole di Ponza e Ustica il 27 giugno 1980, la verità storica si conosce da tempo: l'aereo civile italiano I-TIGI, in volo da Bologna a Palermo con ottantuno persone a bordo, è stato abbattuto da un missile aria-aria, probabilmente francese. Perché? C'è stata una battaglia aerea nei cieli italiani e il DC-9 s'è trovato sulla traiettoria di un missile sparato dai francesi? Chi doveva colpire in realtà quel missile? Perché a distanza di tanti anni ancora il «muro di gomma» non s'è sciolto? Per quali elementi questa strage si differenzia da Piazza Fontana, da Piazza della Loggia, dall'Italicus?

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Come per tutte le altre stragi di stato, è vano aspettarsi una risposta dalle istituzioni o una verità giudiziaria convincente. Ma resta il dovere di esigerla, e di continuare a tessere la memoria collettiva delle stragi italiane: ci aiutano i nostri artisti, dal film di Marco Risi «Il muro di Gomma» (1991) alla canzone di Francesco De Gregori «Sangue su sangue» (1992) a Marco Paolini con il suo spettacolo «I-TIGI. Canto per Ustica» (2000). Perché i passeggeri del DC-9 Itavia esploso in volo non siano soltanto «sangue su sangue» nella lunga scia di vittime degli anni '70.



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per la Redazione
Andrea Tornago


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