tam tam |  proposta  |
Il Mediterraneo dei bambini?...un arcobaleno di giochi!
InVento di Pace - 17-10-2002
Incontrarsi giocando




21 - 27 ottobre 2002
Al via la 4ª Edizione della Settimana dei Bambini Mediterranei


La proposta

Ho atteso l'11 settembre 2002, per scrivere queste righe di integrazione al Progetto della Settimana dei bambini del Mediterraneo per la quarta edizione. L'ho fatto per sottolineare il senso e la relazione dei due eventi. Da una parte l'emblema per eccellenza della perfezione distruttiva e della potenza del male che gli uomini riescono ad ideare e realizzare: la potenza del male spettacolarizzata e fortemente simbolizzata per moltiplicare e globalizzare gli effetti criminali del gesto. Dall'altra, la Settimana dei bambini del Mediterraneo: un momento di incontri, di festa e di gioia
"Niente sarà più come prima" si sosteneva da più parti in quei giorni tremendi.
Sembrava che tutti volessero dare inizio ad una nuova era. Sembrava che un altro modo di vivere sul pianeta doveva cominciare ad affermarsi. L'uomo così bravo ed efficace nel male e nella capacità di distruggere sembrava voler attivare, nello stesso modo e con la stessa efficacia, l'uomo del bene.

E' trascorso un anno…

Si è riusciti a comprendere perché si sia arrivato a tanto e non si sia stati in grado di prevenirlo e impedirlo? Si è diventati consapevoli di quanti "11 settembre" ogni giorno e in tanti luoghi si rinnovano?
11 settembre = violenza, morte di innocenti, distruzione, cinismo, attentato a civiltà, tragedia immane…
Quante volte questi simboli emergono prepotenti e crudeli nella vita di tante comunità, di tante famiglie, di tanti bambini?
Se quelle vittime dell'11 settembre e di tante altre violenze vogliamo ricordare e piangere senza false ipocrisie, allora, ogni giorno ogni luogo deve diventare un'occasione per distruggere la "malapianta" e piantare nuovi semi per nuovi piccoli pezzi di un giardino pieno di giustizia e di solidarietà.
Le condizioni di vita sulla terra sono il frutto delle scelte umane ma e dei particolari sistemi economici, politici e culturali, i quali, a loro volta, determinano le modalità di rapporto tra le parti e le priorità che si intendono imporre e coltivare. Degli effetti di queste modalità di organizzare la vita nelle varie parti del mondo, diventato sempre più " villaggio globale" interdipendente, ne siamo tutti partecipi. Di essi si è discusso a Johannesburg (e in altri analoghi precedenti vertici internazionali) recentemente.

Johannesburg 2002

Se tutti saranno consapevoli ed efficaci protagonisti di quanto è stato sottoscritto all'unanimità nella "Carta dello sviluppo sostenibile" dai rappresentanti dei 191 Paesi partecipanti, potrebbe essere l'inizio della nuova stagione e la risposta migliore ai tanti "11 settembre". Qui, tutti si sono impegnati «ad agire insieme, uniti dalla comune determinazione a salvare il nostro pianeta, a promuovere lo sviluppo umano e a conseguire la pace e la prosperità universali». Tutti (rappresentanti di Paesi ricchi e Paesi poveri, orientali e occidentali, islamici e cristiani, del nord e del sud, piccoli e grandi) hanno riconosciuto «che l'umanità è giunta ad un bivio cruciale»e allora «ci siamo riuniti per cercare di dare una positiva risposta alla necessità di produrre un piano pratico e visibile che porti allo sviluppo umano e allo sradicamento della povertà».
Si potrebbero considerare tutti gli aspetti concreti indicati in questa Carta, si potrebbe procedere ad una valutazione più complessiva dell'evento…A noi interessa, qui, sottolineare la straordinaria positività della consapevolezza raggiunta e degli obiettivi di sviluppo e di cambiamento concordati.
A tutti spetta operare per la concretizzazione di quanto lì è stato concordato. Si è scritto di «responsabilità comuni»: dei piccoli e dei grandi, dei ricchi e dei poveri, dei governanti e dei cittadini. Quelle parole della "Carta" devono diventare pietre della concretezza quotidiana per sempre più donne e sempre più bambini nel mondo: ecco il nuovo giardino da piantare e coltivare.

Partire dai bambini

La Settimana dei bambini del Mediterraneo di Ostuni si inserisce, consapevolmente, nella scia delle responsabilità diffuse e della lotta a tutte le forme di povertà e di promozione dello sviluppo umano integrale e della pace e della prosperità per tutti, a partire dai bambini e dal "cortile" del Mediterraneo.
Solo partendo dal rispondere, concretamente, ai diritti dei bambini si può salvare il mondo dal baratro finale verso cui sembra diretto. E poi, in prospettiva, è utile considerare che «è necessario investire nella tutela dell'infanzia, così che quest'ultima, crescendo in maniera sana, possa poi prendere decisioni coerenti» (Carol Bellamy).
Se i bambini si nutrono di sofferenza e di violenza, cosa potranno immaginare e costruire per il loro futuro? I bambini devono poter immaginare e costruire un futuro diverso, essi devono alimentarsi di incontri e di giochi insieme.
La Settimana promuove e intende moltiplicare occasioni di incontro e di giochi, per irrobustire la scia della strategia dell'amore, per combattere guerre, sofferenze e violenze. Intendiamo essere consapevoli attori dell'intuizione di Pacht Adams: «E ora, dopo tanti anni, so che il mondo se non si convertirà alla strategia dell'amore non potrà sopravvivere a questo secolo»:
I corpi lacerati delle Torri Gemelle, l'Algeria insanguinata ogni giorno da una carneficina senza senso, la fame dei bambini iracheni, la faccia truce di Saddam Hussein (e di altri dittatori sparsi sul pianeta), la Terra Santa piena di corpi insanguinati di innocenti israeliani e palestinesi, il grido di dolore dei tanti poveri e perseguitati che affollano l'altra sponda del Mediterraneo in attesa vana, i cadaveri di giovani desiderosi di futuro ritrovati negli spazi angusti di TIR da trasporto merci, corpi di donne di uomini e bambini affondati negli abissi del nostro mare, donne senza diritti e senza dignità dilapidate o affogate nella vita di sofferenza, milioni di persone senza libertà e senza diritti, migliaia di persone che tentano invano di toccare la sponda del benessere sognato, bambini e bambine scomparsi e divorati dagli istinti più crudeli…
Al grido di dolore e di giustizia di questa parte grande di umanità, noi intendiamo rispondere. Non vogliamo affidarci alla forza della guerra né alla serenità delle barriere e dell'indifferenza. Vogliamo partecipare all'obbligo della speranza e della fraternità: «…vedere barlumi di speranza in fondo al tunnel è impresa ardua. Tuttavia non possiamo sottrarci al dovere di credere che un mondo migliore, più giusto e più umano può essere costruito…nasce dalla fraternità la prospettiva per l'umanità del terzo millennio di trovare la forza di rovesciare le sue derive perverse» (Michel Camdessus). L'uomo che per anni ha diretto l'organismo finanziario internazionale massimo ha delineato l'unica strada di salvezza.

Arcobaleno di incontri e di giochi

Ho richiamato prima lo scenario in cui si svolge la nostra vita di uomini che abitano il Mediterraneo: in questo scenario impossibile noi vogliamo far emergere un arcobaleno di speranza, di giustizia, di fraternità…di giochi…
La nostra risposta è promuovere tanto gioco. I bambini che riescono e sanno giocare: questo è un segnale di nuove vie. Al Mediterraneo sofferente dei grandi, cominciamo a contrapporre il Mediterraneo dei piccoli…un Mediterraneo di giochi, di bambini delle varie sponde che si incontrano per giocare, per stare insieme bene e in fraternità: gli adulti innalzano barriere insormontabili, i bambini le rompono con i loro giochi e la loro voglia di incontrarsi…

Sulla spiaggia di mondi infiniti i bimbi s'incontrano.
L'infinito cielo sta immobile sopra di loro
E l'acqua inquieta rumoreggia.
Sulla spiaggia di mondi infiniti i bimbi s'incontrano
Con grida e danze.
Fanno casette di sabbia e si baloccano
Con vuote conchiglie.
Intessono barchette di foglie secche e sorridendo
Le fan galleggiare sull'immensità del mare.
I bimbi giocano sul lido del mondo… (Tagore).

Noi siamo i bambini
Che sanno giocare anche con te
Che hai ancora negli occhi la paura
E nel cuore l'amore che non c'è.
Dai vieni con noi
Non è un sogno vedrai ti piacerà
È un giardino fatato dove tu
Troverai tutto quello che vorrai…

(Mario Ancora)

Al rumore assordante della guerra, dei conflitti e delle barriere contrapponiamo incontri multiculturali di giochi. Tanti bambini ad Ostuni, a Palagianello, a Ceglie Messapica, a San Vito dei Normanni, a Mesagne, a Fasano, a Carovigno e a Latiano si incontreranno per conoscersi, per conoscere e fare giochi propri e dei coetanei dell'altra sponda.
L'incontro gioioso e giocoso tra bambini possa svegliare le coscienze dei grandi, per unire i sogni e gli sforzi degli uni e degli altri per ridurre i rivoli di sangue, le zone di sofferenza, la fame di pane e di libertà, di giustizia e di gioco…
Vogliamo collaborare concretamente per aumentare gli spazi, i tempi, i luoghi, le occasioni in cui si costruisce il bene, dove si gettano ponti di speranza…dove si gioca…

La proposta continua...
discussione chiusa  condividi pdf