Cosa fare contro il disastro della scuola pubblica?
Antonio Budruni - 14-05-2010
Al personale della scuola
Alle organizzazioni sindacali della scuola



Cosa fare per reagire al disastro della scuola italiana?

Di fronte al disastro della scuola pubblica, ai tagli delle risorse, del monte ore e del personale, di fronte al dilagante degrado di uno dei principali pilastri dello sviluppo economico, sociale e culturale del Paese, non si può stare a guardare.
Pensiamo che l'intera categoria debba reagire con forza di fronte allo smantellamento della scuola di tutti.
L'ultima arma che la categoria può utilizzare per incidere davvero è il blocco degli scrutini e degli esami.
Noi sottoscritti siamo pronti ad agire, ma abbiamo la consapevolezza che l'azione di una sola scuola sia improduttiva. Chiediamo a tutti i colleghi e al personale della scuola italiana di esprimersi.
Attendiamo fiduciosi.


I docenti dell'IPSAR
di Alghero (SS)

Appello firmato da 54 docenti su un totale di circa 70.

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 Mena Moretta    - 16-05-2010
Sono assolutamente d'accordo con il vostro appello... ma come rimuovere le incrostazioni di purulenta rassegnazione e irriducibile individualismo che rendono la classe docente così atipica e così votata al suicidio collettivo??????
Mena Moretta da Caserta
aspirante docente in mobilitazione permanente contro il degrado della scuola pubblica.

 Fulvia Palermo    - 16-05-2010
Al F. Giordani di Caserta si è creato il movimentogiordani nato per poter discutere e per trovare la giusta risposta allo scempio che si sta perpetrando nella scuole italiane. Abbiamo indetto anche un incontro pubblico sperando di risvegliare, con azioni di volantinaggio, e-mail e quanto altro, in tutta la provincia. Per ora i risultati sono stati insensibili. Chiunque demanda, accusa i sindacati, attende soluzioni senza volersi mettere in discussione. Molti di noi continuano nelle loro battaglia, ma per compere un'azione significativa al dl là dello sciopero bianco o del blocco degli scrutini si poteva già con il non votare l'adozione dei libri di testo in special modo nelle classi prime. Ma dov'è la nostra dignità? Possibile che la classe (si fà per dire) dei docenti non abbia una coscienza di lavoratore e di difesa della cultura?

 Enzo Bottone Caserta    - 17-05-2010
Sono assolutamente convinto che un buon coordinamento della lotta a livello nazionale potrebbe condurre ad un risultato significativo. Ritengo che il modo civile di manifestare il proprio dissenso, non porta da nessuna parte. Bisogna adoperare mezzi visibili, che fanno cronaca fanno notizia che incuriosiscono i cittadini e preoccupano le istituzioni tipo l'occupazione delle scuole con presidio del personale in assemblee permanenti.Catene e catenacci ai cancelli, striscioni con scritte : volete chiudere la scuola pubblica ve la chiudiamo noi !!! E poi quel che succede succede.

 Filippo    - 17-05-2010
Azioni forti contro questa sottospecie incolta di governanti! Mai classe interlocutrice della cultura, mai conscia del significato dell'istruzione. Solo volgari mungitori.
E' bene che la classe insegnante tutta si svegli dal torpore e decida di sacrificare qualche euro, all'occorrenza, contro i Barbari.

 Oliver    - 18-05-2010
Questo tipo di "lotta" mi lascia molto perplesso per due motivi:
1 - il blocco penalizzerebbe gli alunni e le famiglie che non hanno nessuna colpa.
2 - lo scivoilamento degli scrutinii e degli esami ricadrebbe sugli insegnanti stanchi di aggiungere lavoro.
Proporrei assemblee nei plessi convocando le famiglie per discutere le modificazioni che sono in atto e rendere chiaro dove sta andando la scuola pubblica italiana gestita da incompetenti.

 Ugo Masucci    - 18-05-2010
Mi esprimo, eccome! D'accordissimo: è l'ultima arma che ci è rimasta contro il degrado che si sta perpetuando sotto ogni profilo. Sarebbe però auspicabile un forte coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, soprattutto in termini organizzativi: l'11 giugno, giornata di fine scuola e di inizio degli scrutini si dovrebbe, invece, organizzare una manifestazione pubblica per spiegare alla cittadinanza tutta cosa sta realmente accadendo nel mondo della scuola. Non può essere casuale che nessun organo di stampa, tv e quant'altro tacciano in modo vergognoso. Bisogna farsi sentire e il blocco di scrutini ed esami è l'unica carta che ci è rimasta in mano.
Vicario di un Isis di Tolmezzo

 Franco Labella    - 19-05-2010
Leggo con piacere i numerosi commenti.
Mi chiedo, però, perchè nessuno parli del blocco delle adozioni.
Questa forma di lotta, a differenza del blocco degli esami sulla cui praticabilità ed utilità ho seri dubbi, ci avvicinerebbe alle famiglie, provocherebbe la reazione delle Case Editrici che pure hanno espresso ufficialmente il disagio di non poter lavorare a politiche editoriali ragionevoli e programmate, potrebbe coinvolgere anche colleghi non fortemente avvertiti o sensibili, avrebbe certamente un'ampia risonanza.
Avrebbe, peraltro, il pregio di sottolineare le contraddizioni di un avvio del riordino basato sull'approssimazione e sulla fretta.
Non richiederebbe, per giunta, alcuna violazione di obblighi e prerogative ma è attivabile nell'assoluto rispetto dell'apparato normativo vigente visto che le Indicazioni nazionali e le Linee guida, che sono la cornice normativa necessaria per un atto amministrativo legittimo oltre che per una scelta ineccepibile sotto il profilo didattico, non ci sono e non ci saranno nemmeno nelle prossime settimane stante l'iter che devono percorrere.
Del resto già ora, con la protesta non generalmente diffusa ma presente , i due maggiori quotidiani nazionali hanno dedicato, nelle edizioni di Milano, articoli piuttosto critici sul tema (chi volesse leggere gli articoli cerchi i due autori Vanni (Repubblica) e Salvia (Corriere della Sera).
Aggiungo che sulla questione c'è stata la richiesta di un incontro urgente da parte dei Segretari Generali di FLC-CGIL, CISL scuola e UIL scuola e la richiesta (On.Rusconi, PD) di un'audizione del Ministro in Commissione Istruzione.
Insomma in attesa di "salire sui tetti" (blocco degli scrutini) come mi son sentito dire in una recente assemblea sindacale, mi acconterei che la gran parte dei docenti salisse al "primo piano" (blocco delle adozioni).
E non sarebbe poco nell'attuale clima di torpore.
Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 Mario Dell'Unto    - 24-05-2010
Ho partecipato allo sciopero del 12 marzo u.s. nella consapevolezza che non avrebbe prodotto risultati. Quale azione può dare l'autoefficacia percepita? In questo caso, ossia con questo governo, purtroppo, nessuna! Allora sono necessarie azioni sviluppate ad oltranza 24h. Assemblee permanenti, sit-in permanenti, sensibilizzazione permanente e così via. Tutto questo, senza astensione dal lavoro, mediante un'applicazione rigida e burocratica delle regole e dell'orario di lavoro contrattuale. Dimostrare, senza dare adito ad alcuna obiezione pretestuosa, una autentica determinazione nei confronti di una ottusa riforma dell'unica istruzione pubblica: Scuola ed Università Statale.
Più pathos e meno status...