Come infilare un bastone dentro un alveare
La Redazione - 06-03-2010
Il titolo è illuminante e la sua luce rivela uno dei tratti più caratteristici della cosiddetta politica italiana oggi: la prevedibilità. Lo sa anche un bambino che succede a stuzzicare le api, nulla di nuovo sotto il sole. Copioni che si riciclano, come i soldi e i programmi. Vertici e basi, patate e bitorzoli, regole e trasgressioni, ricchi e poveri, furbi e scemi, ideali e saldi di stagione. Che ci sarà di originale? La prevedibilità è antica come le montagne e ha a che fare con calcoli e interessi, piccoli, grandi e grandissimi, ma anche questo è talmentenoiosamentetragicamente scontato ...
Ci rimane una domanda: a quando lo stupore?
Mentre ci pensate leggete le due chicche ricevute, tra l'altro, da "L'Avvenire dei lavoratori", testata diretta da Andrea Ermano che sentitamente ringraziamo.
Fuoriregistro



L'alveare

«Ed è stato come infilare un bastone dentro un alveare. Si è visto subito che il sistema elettorale si regge quasi ovunque su di una legislazione tanto barocca quanto disattesa. Una lunga catena fatta di piccole e grandi violazioni, o se si vuole di piccoli e grandi soprusi rispetto ai quali chi dovrebbe controllare tende a chiudere un occhio. Finché qualcuno - per pignoleria o piuttosto perché ha deciso di creare il caso politico - decide di mettersi di traverso. E il sistema rischia di collassare proprio perché non è abituato a tale, chiamiamolo così, controllo di legalità.»

Stefano Folli

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Le idee

«Dove sono finite le idee, i progetti, i programmi, i sogni o anche le affabulazioni che la politica dispensava a piene mani prima di ogni elezione? Scomparse. Inghiottite da un malessere diffuso, da una cupezza che sembra aver coperto tutto. Le giornate sono scandite dagli scandali, dalle risse intestine e dalla sciatteria... È difficile immaginare che questa trascuratezza, questi veleni e questo pressappochismo possano poi trasformarsi in illuminata capacità di governo.»

Mario Calabresi


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