Europa e droga
Ceis - 08-10-2002
Relazione annuale 2002
Dal Redattore Sociale

E’ il fenomeno della politossicomania a destare crescenti preoccupazioni nell’Ue. Lo rivela la relazione annuale 2002 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, presentata presso il Parlamento europeo a Bruxelles, che periodicamente affronta i principali problemi legati al fenomeno negli Stati membri dell’Ue e che in particolare quest’anno indaga anche sui paesi candidati dell’Europa centrale e orientale.

La politossicomania consiste nell’utilizzo contemporaneo di più sostanze stupefacenti, il cui uso è illegale, compresi alcool, alcune bevande energetiche e, in Francia, persino il tabacco. “È qualcosa di rischioso. – spiega il rapporto - A titolo di esempio si consideri che mentre è difficile somministrare singolarmente elevate quantità di benzodiapeninici, l’abbinamento di una dose elevata di tale sostanza e di parecchio alcool oppure di una sostanza oppiacea quale l’eroina od il metadone potrebbe essere fatale. Vi è inoltre una crescente preoccupazione in merito alla miscela potenziale di sostanze psicoattive presenti in pillole vendute come ecstasy. Ciò potrebbe portare a rischi di malattia non previsti dovuti alla politossicomania”. Secondo il rapporto la maggior parte dei decessi per droga è causata da iniezioni di eroina mischiata ad altre droghe; l’uso di almeno un’altra droga oppure l’alcool causa più del 50% delle overdosi fatali nel Regno Unito e fino al 90% in Irlanda.

La politossicomania inoltre aumenta il rischio di guida pericolosa, anche se dicono gli esperti, nell’Ue sono disponibili dei dati limitati sul rapporto tra droga e guida. In alcuni paesi però si è registrato un incremento degli incidenti mortali dovuti alla politossicomania. Un comportamento violento od aggressivo è stato invece di recente associato ad un maggiore impiego dell’alcool abbinato a sostanze stimolanti.

Secondo gli esperti è necessario comprendere meglio i rituali ed i controlli sociali utilizzati dai politossicomani per raggiungere gli effetti ricercati. La prevalenza della tossicomania è più elevata tra i giovani che frequentano discoteche piuttosto che tra giovani che frequentano altri ambienti e i due gruppi maggiormente esposti al rischio sono sia i tossicodipendenti in età avanzata sia i tossicodipendenti che fanno uso di droghe a scopo ricreativo.

''Consumo problematico di stupefacenti'', in Italia le percentuali più alte

Le stime relative alla problematica dell’utilizzo di droga nell’Ue cosi come riportato nella Relazione annuale 2002 dell’Osservatorio europeo variano da 2 a 10 casi per 1 000 abitanti. L'Italia è, con il Lussemburgo ed il Portogallo, uno dei paesi in cui si registrano le percentuali più alte di consumo problematico di stupefacenti, "l'iniezione o l'uso prolungato di oppiacei, cocaina e/o anfetamine". La percentuale di consumatori problematici in Italia sono in media 8,2% tra la popolazione compresa tra i 15 ed i 64 anni. I livelli più bassi si registrano invece in Olanda (2,6%) ed in Austria (3,2%).
Nel corso del 2000, sottolinea il rapporto, si è registrato a livello comunitario un incremento nel numero complessivo di persone curate per problemi di droga, in parte a causa della migliore qualità di raccolta dei dati. Il numero di coloro i quali chiedono di essere curati dalla dipendenza di eroina è stabile oppure in ribasso; la politossicomania è più visibile e riscontrabile, l’utilizzo della cannabis come droga secondaria è accentuato in coloro i quali sono dediti al consumo di oppiacei. Il consumo della cocaina infine viene segnalato come un problema in continua crescita nell’Ue, quale droga secondaria abbinata all’eroina ed all’alcool. Tra coloro che richiedono di essere sottoposti a delle cure è molto alto il livello della disoccupazione, in alcuni paesi esso può raggiungere il 55%, anche dove il tasso generale di disoccupazione è inferiore al 5: il 66% degli interessati ha frequentato unicamente la scuola elementare.
Secondo il rapporto ogni anno si registrano nei paesi dell’Ue tra 7.000 ed 8.000 casi di morte per droga. Il numero dei decessi si è stabilizzato o è diminuito, tuttavia, alcuni paesi dell’UE come Germania, Lussemburgo ed Austria registrano nuovi incrementi dopo precedenti diminuzioni. Tali decessi sono dovuti in modo particolare agli oppiacei. La maggior parte delle vittime di overdose è costituita da persone di sesso maschile in giovane età.
La situazione non è mutata neanche per la prevalenza del virus Hiv tra i consumatori di stupefacenti per via endovenosa (IDU) che varia tra l’1% all’incirca nel Regno Unito al 34% in Spagna, mentre l’incidenza dell’Aids è diminuita nella maggior parte dei paesi a partire dal 1996. Il Portogallo rimane il paese dell’Ue con l’incidenza annuale più elevata tra i consumatori di stupefacenti per via endovenosa.


Piano d'azione 2000-2004 Oedt. La priorità è ''aumentare il numero dei tossicodipendenti curati con successo''

Aumentare in maniera sostanziale il numero dei tossicodipendenti curati con successo. E’ questa una delle priorità del piano d’azione dell’UE sulle droghe (2000-2004), anche se spiegano gli esperti a livello comunitario non sono disponibili dei dati aggregati che consentono di misurare direttamente questo problema, ma solo valutazioni in merito ai rimedi efficaci.
“Le cure disintossicanti – spiega il rapporto dell’Osservatorio europeo per il 2002 - sono normalmente considerate il primo passo nella fase completa di cura, ma le ultime ad essere valutate. Il metadone è largamente utilizzato. Esiste anche una cura di disintossicazione, che non prevede l’uso di medicinali, nota come “tacchino freddo”, il cui grado di efficacia non è conosciuto. Il metodo di disintossicazione rapida a narcosi totale con il Naltrexone concepito di recente, a volte denominato “cura disintossicante turbo”, non è ancora stato analizzato in profondità, ma, a detta dell’agenzia, lo dovrebbe essere”. E’ necessaria dunque secondo d’Oedt una conoscenza più approfondita dei pro e contro delle diverse modalità e del tipo di cura disintossicante appropriato per le diverse tipologie di paziente.
Per quanto riguarda la terapia senza droga, sostengono gli esperti europei, il primo obiettivo “è generare l’astinenza e poi la libertà di lungo periodo dal desiderio della droga. In generale, tra il 30 ed il 50% di coloro che iniziano una terapia senza fare uso di sostanze stupefacenti la completano con successo. Questo metodo è stato valutato in Europa applicando diverse metodologie ed ha consentito di raggiungere un livello di conoscenze sostanziale”. Il mantenimento al metadone è uni dei sistema usato più di frequente; è stato largamente impiegato in Europa ed in linea di massima si è dimostrato efficace nella riduzione del consumo delle droghe illegali, del comportamento a rischio e del crimine, spiegano gli osservatori. “Gli interventi a base di metadone sono stati particolarmente efficaci, come quelli a base di buprenorfina. – sottolineano - Malgrado questi “successi” apparenti, alcuni paesi non sono dell’avviso che né il metadone né la buprenorfina abbiano sufficientemente contribuito al miglioramento del livello di benessere generale dei tossicodipendenti di strada che versano in particolare stato d’indigenza ed hanno ricercato delle alternative, tra cui, ad esempio, delle prove con l’eroina”. Nel campo dei trattamenti coronati da successo, infine, la relazione di oggi conclude che in anni recenti si è posta molta enfasi sullo sviluppo dei servizi terapeutici. In un senso ampio, questo obiettivo è stato raggiunto. La sfida ora è allargare il campo d’azione, affinare questa tipologia di interventi ed incrementare il loro successo.


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