breve di cronaca
Referendum flop
L'Unità - 07-10-2002
Referendum, l'Ulivo perde a Bolzano. In Veneto non raggiunto il quorum


L'Ulivo è in crisi e gli spunti di riflessione sembrano davvero non mancare. I due "referendum" a Bolzano e nel Veneto, per esempio, che il Centrosinistra, per un motivo o per l'altro, ha perduto. A Bolzano gli elettori hanno scelto di ripristinare l'antico nome di piazza della Vittoria al posto di piazza della Pace: il sì ha infatti vinto con il 61,94% dei consensi, pari a 30.873 voti. Nella notte i favorevoli al "sì" hanno festeggiato la vittoria formando caroselli di auto mentre in mattinata i partiti della maggioranza Svp-centrosinistra si sono riuniti per per analizzare la sconfitta. Il sindaco Giovanni Salghetti Drioli, che già dopo mezzanotte, una volta noti i risultati, aveva detto che, ora «è il momento di ragionare», ha invitato tutti alla prudenza.

In Veneto, invece, le persone che hanno votato per il referendum per l'abrogazione della legge che ha introdotto il buono scuola nel Veneto sono state 744.087 pari al 21,30% degli aventi diritto. Perchè il referendum avesse validità occorreva che i votanti fossero il 50% più uno degli aventi diritto. La provincia dove si è votato di più è Venezia, con il 24,51% degli aventi diritto. Quella dove si è votato di meno è invece Belluno (16,82%). A poco vale che lo spoglio delle schede non sia ancora terminato. Il referndum non sarà giudicato valido. È prevalsa quindi l'indicazione del centro-destra orientata all'astensionismo, posizione su cui si erano autonomamente schierati anche i vescovi. Favorevoli al sì erano stati, invece, partiti, associazioni, comitati e movimenti studenteschi di sinistra. Dure critiche sono venute da sinistra alla Regione, retta dalla maggioranza di centrodestra, per non aver predisposto la comunicazione dei dati parziali ad orari prestabiliti, come in ogni altra consultazione. Soltanto gli uffici elettorali dei comuni di Venezia e Verona, nel corso della giornata di ieri, hanno dato, ma in via ufficiosa, qualche parziale che già dichiarava la bassa affluenza alle urne. «Un richiamo mediatico mancato, che si è sommato alla scarsa attenzione informativa» per Pierangelo Petteno, consigliere di Rifondazione Comunista, per il quale «la legge regionale sui buoni scuola non viene confermata dal voto popolare e quindi va rivista». Esulta comunque il presidente della giunta regionale del Veneto, Giancarlo Galan: «La mia legge numero 1, che avevo promesso in campagna elettorale, ne esce fortificata».
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