SONO TANTI, SONO MOLTI
Mino Rollo - 01-10-2002

E’ un moto istintivo dell’anima, quando termina un viaggio, raccontare quello che abbiamo visto, quello che ci è accaduto, e condividere con gli altri – con quelli che ci accolgono - la gioia dell’arrivo. Anche questo è negato ai viaggiatori della notte e della paura. Può sembrare una mancanza minima, insignificante, se confrontata con tutte le altre. Può sembrarlo a noi che ne godiamo. O a chi, e ce ne sono, che non sanno guardare all’umanità, che non sanno condividere. Ma non, per fortuna, alla gente del Salento alla quale questa poesia è dedicata. Alla gente che sa ascoltare.



Dal Sud arroventato
dall’Est calpestato
dall’onda in tempesta
dal nulla che ormai resta.

Dall’ira del tiranno
dal lavoro che non hanno
dall’odio di una terra
costantemente in guerra.

Popoli in cammino
ma con unico destino
sempre quello, sempre uguale
scappar via, lasciare il male.

Una fuga disperata
che non ha una sua data
ma un inizio certo ha
quando l’uomo è in povertà.

E’ un cammino secolare
impossibile fermare
armi, fanti e cannoniere
sono inutili frontiere.

Pure inutile è lo strillo
di una specie di birillo
impettito e tutto duro
sempre pronto a fare muro.

Ma il suo muro cade presto
se l’affare è disonesto
quando offre del lavoro
con vantaggi tutti d’oro.

Però in piazza ormai si sa
il suo grido è quello là:
“Basta con l’immigrazione,
difendiamo la Nazione!”.

Ed intanto ancora il mare
ricomincia a risucchiare
chi ha lasciato le sue sponde
nella notte fra le onde.

Sono tanti, sono molti
ma il Salento li ha accolti
in un abbraccio di chi sa
che cosa è la povertà.





interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Mino Rollo    - 12-10-2002
Vi ringrazio della cortese ospitalità che, spero, possa tornare utile a tutti gli uomini di buona volontà. Calorosi saluti. Mino Rolloi

 ferdinando falcetti    - 25-05-2003
profonda ,molto bella ,ma diretta ! molto diretta
dovresti darla come un inno per le manifestazioni di pace, contro la guerra , e algli incolti che hanno dimenticato o che non hanno ricordi ,come diceva mio padre,ferdinando siamo di passaggio in questa vita ,dobbiamo considerarci ospiti , non scordare mai di amare i tuoi simili di qualsiasi colore razza e religione. ecco leggendola questa poesia mi ricorda le sue parole...grazie mi è piaciuta molto.
ferdinando falcetti