breve di cronaca
I musulmani aprono ai cattolici: torni pure il crocifisso nelle aule
REAZIONI ALL'ANNUNCIO DEL MINISTRO MORATTI
di Carlo Romano


Torni pure il crocifisso nelle aule. I musulmani residenti a Mantova e provincia, almeno, non hanno nulla in contrario. Alla comunità islamica locale più che i simboli religiosi semmai interessano i metodi di educazione dei propri figli. «Metodi che devono basarsi sulla multietnicità».
Il messaggio di apertura da un lato e di proposta dall'altro arriva direttamente dal rappresentante della comunità islamica nel Mantovano, Ammadi Ben Mansour.
Che peraltro si dissocia dalla pr esa di posizione del cap o dell'Unione musulmani d'Italia Adbel Smith, che soltanto ventiquattro ore prima aveva espresso la sua contrarietà al ritorno dei crocifissi nelle aule preannunciato dal ministro per l'istruzione Letizia Moratti, minacciando di ricorrere ai tribunali e perfino alla corte per i diritti umani di Salisburgo pur di arrestare un'iniziativa a suo dire «discriminatoria».
«Non so nemmeno chi sia Abdel Smith e comunque posso dire che noi non ci riconosciamo nelle sue affermazioni - mette le cose in chiaro Ben Mansour- Quello di riportare i crocifissi nelle aule di scuola per noi è un falso problema. Si tratta di un simbolo della cultura cristiana e come tale va rispettato».
La priorità per gli islamici di Mantova e provincia insomma è ben altra: «Quello che ci interessa è che si trovi un sistema educativo che consenta ai bambini di qualunque credo religioso e provenienza culturale di stare
insieme, comprendendo e conoscendo da vicino le abitudini e la cultura dei propri vicini di banco».
Una scuola, nelle intenzioni di Ben Mansour, più ricca culturalmente insomma, che offra ai ragazzi qualcosa in più rispetto a ciò che offre oggi: «Si tratta però di un percorso educativo ancora tutto da costruire e la mia proposta alla comunità mantovana è di farlo tutti insieme. Nei prossimi giorni lancerò un appello a tutti i soggetti interessati perchè ci si trovi attorno ad un tavolo per discuterne. Una scuola multiculturale e multietnica a mio avviso è l'unica scuola veramente valida per il futuro dei nostri figli».
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