Indicazioni ministeriali e nuovo mondo
Gennaro Tedesco - 23-09-2009
Ci potrebbero essere "dietro" le Indicazioni ministeriali delle sollecitazioni politiche in conseguenza del Confronto internazionale e mondiale sempre più serrato e strategico tra Nuove Potenze Economiche Emergenti come la Cina e l'India, per citarne solo alcune, e gli USA e l'UE. Allo scrivente sembra che questa competizione globale mondiale ormai emersa e dilagante sia tale per cui proprio essa, malgrado spinte contrapposte di corto respiro, stia incidendo soprattutto sulla nascente e ormai inderogabile Unione politica europea. Se però l'Unione Europea e quindi l'Italia non recepiscono nei curricoli tale contesa mondiale, limitandosi a un confronto interculturale solo dichiarato e non praticato attraverso la curricolarizzazione operativa nelle Scuole delle diverse civiltà ormai anche maggioritarie dal punto di vista demografico, si tenderà inevitabilmente alla costituzione di una "Cittadella assediata" dai Nuovi Barbari. Il "Momento" Ellenistico della nostra civiltà verrà dimenticato e sepolto, l'unico Momento che potrebbe fornirci anche delle eventuali "risposte" metodologiche e culturali adeguate ai nostri tempi .
Sarebbe necessario altresì che l'enfasi posta nelle Indicazioni sulla Comunicazione e sulla Tecnologia informatica sia veramente conseguente. Infatti l'approccio comunicativo alle discipline ne trasforma radicalmente gli assetti non solo epistemologici, ma anche metodologici e contenutistici (se l'approccio comunicativo viene contestualizzato nel suo magma storico-politico).
Le Tecnologie informatiche ed elettroniche a loro volta, come e forse più della Comunicazione, agiscono sul versante dell'apprendimento, scardinando la linearità e la trasmissività della didattica e della pedagogia tradizionale ancora dominante e imperante nelle nostre Scuole. E qui veniamo subito all'ultimo punto emerso nella discussione svoltasi in un Seminario interno nella sede dell'ANSAS , Nucleo Territoriale della Lombardia a Milano nell'anno 2006-2007, che si collega ai precedenti e che potrebbe fornire una chiave metodologica, epistemologica e interdisciplinare e interculturale veramente seria anche se non ancora pienamente e profondamente esplorata e portata alla luce per "dominare" (brutta espressione che non dà ragione della complessità del problema, ma che ci può essere utile pragmaticamente per capirci meglio), dipanare e sbrogliare l'apparente insolubilità e impossibilità di una didattica e di una pedagogia veramente innovativa e metamorfici: mi riferisco ai nuovi codici e ai nuovi linguaggi ibridi, contaminati e auto poietici, riscontrabili nel nuovissimo e non incomprensibile vocabolario e immaginario collettivo dei nostri adolescenti e giovani che , lentamente, ma inesorabilmente, sta scardinando non solo la nostra scuola, ma anche la nostra Università rifondando alle radici la loro antropologia e la loro psicologia .

Milano, 18-9-2007

Tags: globalizzazione, indicazioni nazionali, nuove tecnologie, comunicazione, occidente, linguaggi, università


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 prof. Aldo Basile    - 27-09-2009
No, non intendo essere offensivo, anche perchè il senso del ragionamento è fondato e condivisibile.Mi chiedo solamente come siano conciliabili pensieri profondi e ordine sintattico così traballante (vedi l'ultimo periodo)...e ridivento pessimista sl futuro della scuola....