Tra religioni ed educazione
A. - 09-09-2009
Sono un'insegnante di una scuola dell'infanzia comunale e vorrei sollevare un problema per quel che riguarda la sottile linea di confine tra tradizioni culturali-religione e scelte educative all'interno di una scuola.

Premesso che la nostra è una scuola laica che rispetta le scelte religiose, etiche , morali, d'identità...ecc (nel rispetto della Costituzione Italiana) di ogni famiglia e ovviamente di ogni persona purchè siano garantite la sicurezza e la salute psico-fisica di ciascun bambinio/a tanto più la soddisfazione dei bisogni e la realizzazione dei diritti di tutti i bambini/e.

Appurato che la collaborazione e lo scambio fra insegnanti e genitori crea un'alleanza pedagogica utile e favorevole alla crescita dei bambini/e.

Verificata quindi la partecipazione alla vita scolastica da parte dei genitori sentita e condivisa in tematiche quali le feste della tradizione della nostra cultura di appartenenza come feste non a carattere o sfondo religioso ma che rientrano all'interno di un progetto della scuola dove si affrontano tematiche riguardanti il campo il sè e l'altro.
- Progetto in cui la festa diviene un occasione di incontro, scambio e conoscenza fra bambini/e della stessa scuola e fra le rispettive famiglie.
- Feste in cui hanno sempre partecipato famiglie e bambini/e di culture e religioni diverse presenti nella nostra scuola e che hanno fatto si che questa diversità diventasse un punto di forza per creare un dialogo costruttivo e valorizzare tutte le risorse (per esempio in occasione del Natale si è realizzata al di fuori della struttura scolastica per le norme vigenti sanitari una festa sulle tradizioni culinarie dei diversi popoli in cui i genitori hanno partecipato attivamente).
Tutto questo condiviso e apprezzato da qualche anno da famiglie genitori e insegnanti viene messo in forte discussione da un'insegnante entrata a far parte del collettivo quest' anno scolastico.
L'insegnante in questione è testimone di geova, pertanto si astiene dal partecipare al "progetto feste" della scuola. E' un progetto che richiede una mole di lavoro non indifferente oltre che alle attività strutturate di tale progetto da realizzare con i bambini/e, c'è tutta una serie di attività di raccolta dati e documentazione, attività gestionali durante i laboratori e una serie di attività organizzative che richiedono la presenza di entrambe le insegnanti per la realizzazione di questo progetto.
E' impensabile che intanto che la collega svolge una quantità di lavoro raddoppiata nel periodo delle feste...l'altra pensi di "fare qualcos'altro" dal momento in cui la necessità della scuola richiede la sua presenza impegnata in quel progetto condiviso da tutto il gruppo di lavoro. Per noi è un vero problema. Vorremmo sapere quanto e fino a che punto la religione personale può condizionare il lavoro di un gruppo...di una scuola...di una comunità...delle famiglie... grazie A.

Tags: tradizioni, collaborazione, laicità, religione


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