Arbeit Macht Frei
Francesco Masala - 08-09-2009
Credo chi in un momento così difficile occorra provare a capire come si è arrivati a questa situazione. La ricostruzione che segue è di responsabilità personale dell'autore, ogni somiglianza con fatti realmente accaduti non è casuale. Evito di fare nomi di sindacati, ognuno capirà.
La cronologia inizia con l'autonomia.
Continua con il fondo d'istituto, una mancia (se si fa la media fra tutti i lavoratori, un bottino pari a qualche mensilità se diviso fra pochi) lanciata nelle scuole, nata per dividere i lavoratori (perché devo scioperare per un contratto migliore o solo per l'aumento di stipendio? Col fondo me lo faccio io l'aumento) - Chi ha protestato?
Dopo un po' sparisce la "cattedra" costruita con un certo criterio, per esempio la continuità, per essere sostituita da una cosa con lo stesso nome costruita con l'unico criterio di somma di ore. - Chi ha protestato?
Un continuo aumento del numero degli alunni per classe (passare dalla media di 22 a 26 comporta una riduzione del 20% delle classi, e quindi dei posti di lavoro). - Chi ha protestato?
Il completamento dell'orario di servizio a 18 ore per tutti, e per certi di più (se da una media di 15 ore + 3 si passa a 18 ore c'è una riduzione del 20% dei posti di lavoro). - Chi ha protestato?
La riduzione del numero delle ore di lezione settimanali che partirà dal prossimo anno sarà dell'ordine del 15% medio delle ore di lezione e quindi dei posti di lavoro...- Chi ha protestato?
La perdita enorme di posti di lavoro nella scuola nasce dai fatti elencati sopra. Ricordo en passant che alle decine di migliaia di precari vanno aggiunte molte decine di migliaia di posti di lavoro che mancheranno in futuro, hanno ridotto "la base produttiva" di qualche centinaio di migliaia di posti di lavoro.
Il quadro delle decisioni di chi ha governato la scuola negli ultimi 20 anni, si eviti la differenza destra-sinistra, che è solo nella forma, negli accenti e non nella sostanza, è facile da capire a posteriori, ma lo era anche a priori e durante.
E' possibile che le organizzazioni di difesa e tutela dei lavoratori si siano fatte imbrogliare come polli? E' possibile che le strategie dei sindacati siano solo e sempre di riduzione del danno, mai per un miglioramento della condizione dei lavoratori e della scuola? Se è ingenuità e incapacità non si capisce perché i dirigenti e le politiche dei sindacati siano sempre le stesse, se è complicità in cambio di distacchi e posti in consigli di amministrazione e consulenze allora è più grave.
Ma il lavoratore della scuola usa i sindacati per risolvere i suoi problemi personali, è raro che li considerino uno strumento di difesa collettiva.
Occorre prima di tutto capire l'inadeguatezza dei sindacati a fronteggiare le strategie dei governi e del ministero nel tempo, strategie che sono rudimentali e prevedibili.
Senza un'analisi del passato, con la condanna di continuare a ripeterlo, come pensare a vie d'uscita?

E come dimenticare la neolingua?
1) Dice Chiappetta "Gli spezzoni orario eventualmente residuati dopo la fase deterministica potranno concorrere alla formazione di posti anche con orario superiore a 18 ore nel caso in cui tale operazione risulti necessaria per la salvaguardia di docenti soprannumerari o qualora vi sia necessità di assorbire o limitare l'esubero provinciale." (Nota del 21 maggio 2009, prot. n. 7349)
Se si fanno cattedre con più di 18 ore è per la salvaguardia dei posti di lavoro!
2) La "riforma" per le superiori slitta di un anno, ci hanno concesso. Grande vittoria delle lotte, hanno festeggiato molti, in realtà l'obiettivo riuscito è stato quello di rompere il fronte della protesta e par passare tutti i provvedimenti senza problemi.
3) Dice Gelmini:" Mi batterò per riportare la scuola italiana a livelli qualitativi competitivi in Europa e nel mondo"
Slogan buoni per le reti unificate! Quali livelli?
4) Contratto di disponibilità sembra bello per le reti unificate, ma è solo un tentativo di dividere i precari e tutti, per chi ci rientra è un modo per farli sparire dalle classi in cambio di qualche euro e poi l'anno prossimo spariranno dalle scuole e accresceranno l'esercito dei desaparecidos e dei clandestini.
5) Il rapporto alunni/docenti è il più basso d'Europa ci dicono. Qualcuno ricorda che negli altri paesi non ci sono insegnanti di religione, che gli insegnanti di sostegno sono negli altri paesi a carico dei ministeri della salute o del welfare o dei servizi sociali?
6) Si faranno classi aperte, ci dicono. Molti credono a qualcosa che sa di progresso, qualcuno ci spiega che significa solo che quando manca un insegnante, che non è Iron Man, ma qualche volta si ammala, i suoi alunni, in assenza di docenti a disposizione (tutte le cattedre sono ormai con almeno 18 ore), verranno parcheggiati in altre classi, le cui porte verranno aperte e le lezioni saranno impossibili?

Sbilanciamoci propone delle ricette concrete per uscire dalla crisi, qualche sindacato della scuola propone qualcosa che non sia leccarsi le ferite e le amputazioni?
Nell'ultimo cd dei Ned Ludd, "Lavoro e dignità", tutto dedicato al lavoro, un gran bel lavoro, c'è una canzone "Olanda '74" che ricorda il bel gioco all'attacco. Esco dalla metafora.
Senza avere obiettivi per il futuro, come pensare a vie d'uscita? Al prossimo giro tocca ai docenti di ruolo, lo dicono i numeri.
Possiamo avere degli obiettivi da raggiungere, unificanti per tutti i lavoratori, di ruolo e precari, per aumentere "la base produttiva"?
Che so, cattedre formate a tutela della continuità, una riduzione del numero degli alunni per classe, un ripristino del numero di ore di lezione settimanali, il modulo nelle elementari, un orario settimanale che preveda ore a disposizione?
Arbeit Macht Frei potrebbe essere (nella neolingua) lo slogan del governo per tranquillizzare i precari e tutti e qualcuno potrebbe anche essere contento.

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