tam tam |  quaderni  |
Scuola, fucina di ricerca per l'oggi
Gennaro Tedesco - 15-09-2009
In che modo la Scuola, soprattutto quella italiana, può contribuire a ridefinire i confini di un processo identitario nazionale ed europeo nel momento in cui essa è sottoposta all'impatto di una Riforma scaturita, in parte non piccola, dal rullo compressore della globalizzazione in corso, a diversi livelli, nella totalità dell'ecumene?
E quale ruolo la Scuola, una Scuola moderna, può e deve assumere in una società sempre più complessa e dinamica, malgrado la crisi che ci travaglia?
A queste domande alcune possibili risposte.
G.T.



Un modello innovativo di progettazione didattica ed educativa

Identita' italiana e globalizzazione

La ricerca didattica ed educativa finanziata dall'Irre-Lombardia, ora Nucleo Territoriale Lombardo della neonata Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica, dal titolo "Identità italiana e globalizzazione : elaborazione e ricerca di alcuni percorsi didattici innovativi", avviatasi e conclusasi da qualche anno, condotta e organizzata dal prof. Gennaro Tedesco, Irre - Lombardia, con la collaborazione della prof.ssa Giovanna Stanganello, docente delle Superiori, della prof.ssa Mara Gualdoni , docente delle Superiori e supervisore c/o SILSIS-Milano, di Aldo Campanozzi, grafico e documentarista e del prof. Simone Campanozzi, docente delle Superiori, si è rivolta ai docenti del Biennio e del Triennio delle Superiori.
Si è formulata una serie di percorsi didattici, che hanno posto in rilievo due realtà storiche e culturali, quella greco-ortodossa ed arabo-islamica, solitamente sottovalutate nella elaborazione del concetto e della pratica di civiltà italiana.

La ricerca e l'elaborazione nella scuola e per la scuola di questi percorsi didattici è servita ad evidenziare tutti quegli aspetti che ci rendono partecipi della stessa civiltà con greco-ortodossi e arabo-islamici nella società contemporanea globalizzata. L'idea e la pratica di un'Italia partecipata e riflessa nei contributi bizantini ed arabi è stata strutturata, organizzata ed enfatizzata da un approccio didattico veicolato anche per mezzo dell'immagine grafica.
Nella ricerca in questione, in una prevalente ottica laboratoriale, la didattica della storia ha inteso fornire alcuni strumenti storico-critici, anche attraverso l'uso calibrato e ragionevole di Internet, per riannodare i fili del passato col presente e per chiarire e sviluppare il quadro d'insieme, mentre le altre didattiche, quelle del testo letterario, dell'immagine e delle connotazioni socio-antropologiche hanno contribuito, in una cornice di forte impronta storica, a una profonda ridefinizione delle logiche "oggettivistiche" sottese alle loro "discipline". Esse, proprio attraverso il gioco (la ludica) interdisciplinare, insieme al consolidamento dell'interesse e della motivazione adolescenziale e giovanile, dovrebbero tendere ad armonizzare il loro percorso didattico allo scopo di esaltare, insieme alla didattica della storia interdisciplinare, l'approccio olistico, non-lineare e digitale elettronico così inconsapevolmente diffuso soprattutto tra le nuove generazioni.
Gli obiettivi della ricerca sono stati la riconsiderazione e il consolidamento dell'approccio storico e interculturale alla diversità e al diverso, la formulazione di ipotesi interpretative alternative rispetto alla definizione corrente di identità italiana, la sperimentazione di metodologie operative ed interdisciplinari in funzione della essenzialità, problematicità, storicità e progressività delle competenze, la laboratorialità interattiva, la transazionalità e transdisciplinarità, l'approccio olistico, multimediale e informatico. Le discipline impegnate nella ricerca didattica interdisciplinare sono state le seguenti: storia, letteratura, antropologia, storia delle religioni, tecnologia, grafic, informatica, storia dell'arte e cinema. Gli esiti del lavoro hanno condotto alla elaborazione di percorsi didattici innovativi dal punto di vista teorico e delle pratiche educative. E' stato prodotto un cd-rom che ha sviluppato un libro in formato tabloid estremamente complesso e significativo dal punto di vista grafico ed iconografico, una specie innovativa di manuale a disposizione dei docenti in un campo veramente poco frequentato e conosciuto nelle nostre scuole. E'stato previsto per la ricerca in questione uno spazio informatico interattivo. All'interno del progetto è stato organizzato un convegno per consentire la massima comunicazione e diffusione dei risultati, attuando e avviando successivamente una prima sperimentazione del lavoro nelle classi.
Nel testo scaturito dal cd-rom in una prospettiva laboratoriale e in contesto storico-didattico fortemente marcato dalla dimensione interdisciplinare sono stati analizzati e approfonditi alcuni aspetti esemplari della intensa e straordinaria contaminazione culturale dell'identità italiana: dalle tradizioni popolari e religiose alle fiabe bizantine e ai santi italo-greci, dalle "Mille e una notte" a Pier Paolo Pasolini, dal "Decameron" a " Brancaleone alle Crociate", dall'epica bizantina del "Digenis Akritas" alla poetica del giardino bizantino e italiano, dall'epopea del "Guhà" arabo a quella del "Giufà" siciliano, in storia dell'arte dalle tracce di Oriente e di Bisanzio presso i grandi maestri all'architettura bizantina e araba in Italia e all'arte figurativa bizantina in Italia, ponendone in evidenza l'ottica interculturale.
Il Convegno, scaturito dalla ricerca in questione dal titolo "Terre di Confine. Tra Bisanzio e Bagdad. Identità italiana e globalizzazione", si è configurato come un necessario momento di riflessione all'interno del progetto. L'incontro ha offerto anche l'occasione per misurarsi con un primo approccio a discipline, quali la bizantinistica e l'arabistica, che, con la loro rapida evoluzione, hanno inciso profondamente nel riassetto complessivo e sempre più indispensabile non solo della didattica della storia. I lavori del Convegno sono stati finalizzati, con l'intervento dei docenti partecipanti alla ricerca-formazione alla predisposizione di percorsi didattici alternativi, nel tentativo riuscito di reinterpretare il modello d'identità italiana dominante non solo a scuola. Si è concretizzata, attraverso la riformulazione di ipotesi interpretative alternative rispetto alla definizione corrente di identità nazionale, la riconsiderazione e il consolidamento di un approccio storico e interculturale alla diversità in una prospettiva laboratoriale, operativa e interdisciplinare con una successiva sperimentazione in una scuola della Lombardia .
Il Convegno prevedeva la partecipazione del prof. Andrè Guillou , Presidente dell'Association Internationale d'Etudes du Sud-Est Europeen (A.I.E.S.E.E.) e Direttore dell'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Paris, con una sua relazione su " Cultura , insegnamento, ricerca in Storia. Un esempio: l'Italia bizantina." Essendo venuta a mancare la sua presenza, il prof. Gennaro Tedesco l'ha sostituito, commentando la relazione del prof. Andrè Guillou precedentemente inviata, introducendo e avviando i lavori del Convegno. Successivamente ha parlato la prof.ssa Adalgisa De Simone, docente di Arabistica all'Università di Palermo su " Terre di Confine: il caso della Sicilia musulmana".
Nel pomeriggio, dopo l'intervento del prof. Gennaro Tedesco sugli esiti della ricerca, ci sono state nell'ordine seguente le comunicazioni del prof. Simone Campanozzi su "Impostazione metodologico-didattica e accenni alla narrazione orale in Giufà nel Biennio e nel Triennio", della prof.ssa Giovanna Stanganello su " La cultura dell'incontro e della narrazione : una esperienza nel Biennio sul racconto e sul film", della prof.ssa Mara Gualdoni sulla " Presentazione dell'organizzazione del cd e sue finalità metodologiche", che ha anche sostituito il grafico e documentarista Aldo Campanozzi , parlando della "Esplicitazione editoriale sui materiali raccolti".
Vista la nutrita presenza e l'attenta e straordinariamente intensa partecipazione al dibattito del pubblico di docenti e dirigenti, il Convegno,che, tra l'altro, si è segnalato per la trattazione di problematiche per buona parte quasi del tutto nuove, dovrebbe risultare particolarmente utile e fruttuoso per l'approfondimento teorico e per la mediazione didattica degli ambiti tematici trattati da parte dei docenti.

Per approfondire:


Terre di frontiera tra Bisanzio e Baghdad: il caso della Sicilia musulmana

Cultura, insegnamento e ricerca in storia. L'Italia bizantina




discussione chiusa  condividi pdf