Discriminazione
Comitato Scuola e Costituzione - 24-09-2002
Il Comitato nazionale Scuola e Costituzione dissente vivamente e protesta per l’intenzione espressa dal Ministro Moratti di diramare disposizioni con le quali “assicurare che il crocifisso venga esposto nelle aule scolastiche”.

Il Comitato

· sottolinea con forza che non si tratta qui di uno scontro fra religioni o culture diverse o del pur doveroso rispetto di sensibilità individuali, ma del più ampio tema della laicità dello Stato, che in nessun caso dovrebbe effettuare scelte di campo in materia religiosa essendo, appunto, lo Stato di cittadini cattolici, appartenenti ad altre confessioni religiose e non credenti;

· ricorda che la Corte costituzionale ha più volte ribadito il carattere laico dello Stato italiano, fino a considerare la laicità “principio supremo” della Costituzione (sentenza 203/1989) e che la Corte di Cassazione (IV sezione penale, n.439/2000) esaminando tutta la materia riguardante l’esposizione del crocifisso nelle sedi statali ha concluso che tutte le vecchie disposizioni sono in contrasto con i principi costituzionali di laicità e di eguaglianza e ledono il diritto alla libertà di coscienza in materia religiosa;

· ricorda inoltre che la Corte di Cassazione nella stessa sentenza dichiara infondato il “parere” del Consiglio di Stato richiamato dal Ministro perché “urta contro il chiaro divieto posto in questa materia dall’art.3 cost.” e precisa che la motivazione del “parere” “è stata espressamente superata da corte cost. 329/97”. Il Comitato nazionale Scuola e Costituzione si impegnerà in ogni modo, e chiede ai cittadini, ai parlamentari, ai docenti e agli operatori della scuola di impegnarsi decisamente, perché nessun bambino o ragazzo debba vivere, nella scuola italiana, l’umiliazione e di doversi sentire persona e cittadino di seconda classe a causa di iniziative discriminanti attuate in nome di un malinteso diritto della maggioranza e di una presunta universalità del simbolo del crocifisso, rivendicata dalla gerarchia cattolica e da nessun altro sostenuta.

Roma, 19 settembre 2002

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Franco Castronovo    - 30-09-2002
bravi
è una cosa su cui non si cede

 Umberto Novelli    - 30-09-2002
pienamente d'accordo. Credo che allo stato attuale in molte aule manchi sia il tricolore che la foto del Presidente della Repubblica...si provveda

 Manuela    - 30-09-2002
Allora mi si devono spiegare le due, dico due, ore settimanaliobbligatorie di religione cattolica nella scuola elementare svolte da insegnanti "autorizzate" dal vescovo o, in mancanza di queste, svolte da insegnanti "nominate" dal Vescovato.

 DON FRANCESCO MARTINO    - 01-10-2002
Ho sotto gli occhi la costituzione italiana... Si provveda ad abolire l'articolo 7, per favore, perchè in questa vicenda sono discriminati sempre i cattolici, così come i mussulmani, potremo finalmente protestare, manifestare e qualcuno per rispetto nostro ci darà ascolto... la questione del Crocifisso, su cui interviene il Comitato Scuola e Costituzione, non è fondamentale per la Gerarchia Cattolica, ma va necessariamente inquadrata in un discorso democratico e non impositivo. Ogni classe abbia il coraggio di dibattere e di scegliere sull'argomento, motivando il valore o non valore di quel simbolo, la sua importanza o non importanza, e poi applichi la risoluzione conseguenziale. Perchè come la Religione Cattolica Apostolica Romana non si impone, così nemmeno deve imporsi la Religione Laica e Costituzionale su problemi che riguardano più le coscienze che non le ideologie.