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NAOMBA MAJI
“Naomba Maji” intende far conoscere all’alunno dai 9 ai 12 anni i problemi, i rimedi e le prospettive della disponibilità di acqua nel pianeta, per consentirgli di acquisire comportamenti consapevoli e responsabili nei confronti di questo elemento, bene indispensabile a tutti gli esseri viventi.
Il gioco offre un ricco repertorio di conoscenze multidisciplinari sul tema acqua; gli argomenti sono presentati secondo scelte metodologiche adeguate alla scuola di base: essenzializzazione e semplificazione dei contenuti e accuratezza docimologica delle risposte.

“Naomba Maji”
(Cerco acqua)


Scheda didattica

· Il gioco presenta una serie di carte con domande di vario genere.
Una prima serie di 52 domande, riconoscibili per la foto del viso di un africano con le nuvole come sfondo, riguarda in generale il tema acqua dal punto di vista geo-scientifico; di esse una parte, contraddistinta da una grande lettera “M” di color azzurro, si riferisce in particolare alla conoscenza del “Manifesto dell'acqua” (allegato al gioco in forma semplificata). La seconda serie di domande (61) che recano sul dorso un simbolo africano color rosso, è stimolo per la ricerca e la conoscenza di situazioni di vita quotidiana in cui la risorsa acqua non è accessibile.

· Il ventaglio di argomenti, rappresenta un valido strumento didattico per selezionare percorsi di approfondimento interdisciplinare, con una particolare attenzione ai temi dell’educazione ambientale, dell’intercultura e degli studi sociali.

· Viene preso in esame il continente africano, in cui le condizioni climatiche, le grandi estensioni territoriali e la difficoltà di accesso all’acqua compromettono la vita stessa degli abitanti: si ha infatti una maggiore diffusione delle malattie e delle infezioni, l’impossibilità di praticare norme igieniche quotidiane e, quindi, un alto tasso di decessi, soprattutto di bambini e di donne.

Mete formative:

· giocando gli alunni apprenderanno che l’acqua:
è un bene indispensabile alla vita;
è una risorsa esauribile;
è un diritto di tutti, ma per molti non è disponibile.

· Scopriranno che occorre ricercare a livello mondiale soluzioni utili per permettere l’accesso all’acqua a tutte le popolazioni del pianeta.
· comprenderanno la necessità di una forte cooperazione internazionale per la salvaguardia della risorsa acqua.
· potranno acquisire atteggiamenti di solidarietà sociale.

Vengono proposti contenuti relativi a:

A I paesaggi senza acqua:
- le condizioni climatiche
- i fenomeni della siccità e della desertificazione
- le caratteristiche dei deserti, rocciosi e sabbiosi
- la dislocazione geografica dei paesi senza acqua
- dati statistici

Le aree geografiche caratterizzate da particolari aspetti climatici (temperature diurne, assenza e/o irregolarità delle precipitazioni) sono quelle che subiscono il fenomeno della siccità con gravi conseguenze: il degrado ambientale, l’improduttività del terreno e, quindi, la desertificazione.
In tutte le zone aride del mondo (Africa, Asia e Australia soprattutto), l’unica fonte idrica è costituita dalle acque sotterranee. L’inquinamento delle falde acquifere, le difficoltà economiche e la scarsezza dei mezzi tecnologici, non consentono ad 1 miliardo e 400 milioni di persone, su 5 miliardi e 800 milioni di abitanti del pianeta, di avere accesso all’acqua potabile.

B. L’Africa:
- modalità di accesso all’acqua
- condizioni di vita
- conseguenze della mancanza di acqua sulla salute
- dati statistici

L’immensa distesa desertica del Sahara (dall’arabo “vuoto”) è delimitata ad Ovest dall’Oceano Atlantico, a nord dalla catena dell’Atlante e dal Mediterraneo, a est dal Mar Rosso, mentre a Sud i confini sfumano in una fascia predesertica che segna il graduale passaggio alla savana erbosa.
All’interno della vasta regione sahariana si riconoscono tre differenti paesaggi fisici: i rilievi montuosi e gli altipiani rocciosi, gli hammadas, le distese dei ciottoli e di ghiaia, i serir, e infine il vero e proprio deserto sabbioso, chiamato erg.
Il deserto è l’ambiente meno favorevole alla vita e all’insediamento umano. L’elevata temperatura, le brusche escursioni termiche, l’assenza quasi totale di acqua, la scarsità della vegetazione e della vita animale sono condizioni che rendono difficile qualsiasi adattamento.
Le oasi sono le zone nelle quali affiora l’acqua e in cui nasce la vegetazione, le uniche abitabili e coltivabili dall’uomo.
Per superare i diversi dislivelli del terreno e in mancanza di pompe elettriche, gli agricoltori delle oasi usano sistemi di prelievo dell’acqua ancora molto primitivi.

Il 47% della popolazione africana non ha accesso all’acqua potabile e 4 persone su 5 muoiono di malattie correlate all’acqua non depurata e/o contaminata, ma i problemi di rifornimento idrico condizionano anche la vita delle popolazioni che risiedono nelle zone urbane più povere e sovrappopolate del mondo.

C. Le iniziative di cooperazione e di solidarietà:

· Il contributo degli Organismi Non Governativi (ONG)
· Il Manifesto dell’Acqua

• Dopo la 2° Guerra Mondiale, con il raggiungimento dell’indipendenza politica da parte delle excolonie,
il mondo si scopre diviso tra aree sviluppate, con alti livelli di benessere, e aree sottosviluppate,
in cui si registrano condizioni di vita al di sotto della soglia di sopravvivenza.
• Per il sostegno allo sviluppo, oltre al ruolo delle istituzioni internazionali (ONU, Banca Mondiale, UE), a
partire dagli anni ‘60 appare fondamentale il ruolo delle “ONG”, espressioni organizzate della società civile
che danno corso all’istanza di autodeterminazione e partecipazione dei cittadini, tanto del Sud che del
Nord del mondo, eliminando la distinzione tra chi aiuta e chi riceve.
• Le ONG, quindi, sostengono la cooperazione e lo sviluppo per attivare una positiva interazione di
diversi fattori: risorse naturali e umane, risorse finanziarie, tecnologiche e progettuali. Fondamentale
per questa attività è il ruolo del volontariato.
Diverse ONG internazionali ed italiane si mobilitano sulle problematiche mondiali e si impegnano:
• a promuovere la più ampia sensibilizzazione di tutti i cittadini, per renderli consapevoli del proprio
diritto a partecipare alle decisioni pubbliche;
• a coinvolgere i governi nazionali e le istituzioni internazionali per la definizione di nuove regole sull’utilizzo delle risorse del pianeta;
• a sostenere la cooperazione tra Nord e Sud, per la gestione sostenibile delle risorse del pianeta.

Il Comitato Italiano a sostegno del Contratto Mondiale sull’acqua promuove la Campagna “Acqua: bene comune dell’umanità”, e le annuali Giornate mondiali dell’Acqua.

Nel Manifesto dell’acqua, redatto a Lisbona nel 1998, si definisce il diritto all’acqua di tutti i popoli
come principio fondamentale che ispira le proposte da mettere in atto per evitare che nell’anno 2020,
quando la popolazione mondiale sarà di circa 8 miliardi, il numero di persone senza accesso all’acqua potabile aumenti a più di 3 miliardi.

Approfondimenti sul sito del Cipsi, Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale.



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