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Il giardino dei giochi dimenticati
Alessandra Vitali - 23-09-2002
Un tempo ai bambini bastava poco: qualche legnetto, dei bottoni, un po’ di fantasia.

CALCIOTAPPO, RUZZOLA E SCANDORLINO: IL MANUALE DEI GIOCHI DIMENTICATI


ROMA. Calciotappo, ruzzola e scandorlino, ciccia, boccia e spanna. Parole dal sapore antico, ignote ai più ma presenti, a ben cercare, nel nostro dna. Sono i giochi con cui nonni e bisnonni d’Italia — forse anche qualche papà — trascorrevano ore nel cortile, nell’aia, nelle strade senza automobili. Trastulli dalle origini lontane, caduti dalle tasche degli anni che passavano. Cose umili, legno, sassi, tappi. Ma che hanno insegnato a intere generazioni l’uso di un’arma preziosa alla sopravvivenza: la fantasia.
“Giocare non è solo giocare. E’ cercare, immaginare, costruire. E’ la filosofia di Giorgio Reali, coautore, insieme a Niccolò Barbiero, de “Il giardino de giochi dimenticati. Manuale di giochi in via di estinzione” (Salani Editore), in libreria dal 30 agosto, prefazione di Stefano Bartezzaghi. Una raccolta di svaghi rintracciati da Reali — che ha dato vita all’Accademia del gioco dimenticato, così come Barbiero è fondatore dell’Associazione genitori disperati — nella memoria del nostro paese, attraversato in lungo e in largo per seguire una passione: l’animazione per ragazzi e, prima ancora, le sfide a “braccio di ferro”. Una sagra oggi, una fiera domani, e il baule si è riempito di ricordi e istruzioni per l’uso. Fotografie gialline di un’Italia contadina o montanara, polenta e calzoni corti, la domenica a messa, i nonni e le castagne, famiglie numerose quanto interi paesi.
Tutto raccolto nei vari capitoli del manuale: “giochi per tipi veloci e particolarmente astuti”
o “molto pericolosi per ragazzi in gamba” o “giochi con le biglie per chi ha buona mira”. I materiali necessari, come si gioca, chi vince. E minuziose illustrazioni, passo per passo. In appendice, gli svaghi da paesi lontani, i 100 giochi da salvare e le “conte” dal “Ponte di Baracca” — quello di Piero che fa la cacca — a “Zucca pelata”, per decidere chi sta sotto e chi comincia.
Costi bassissimi, forte componente creativa. Ma come la mettiamo con i bimbi d’oggi, che più che un patrimonio di biglie sognano di concupire Lara Croft? Serve l’aiuto dei papà — spiega Reali — infatti il libro è per loro, perché scoprano gli strumenti per risvegliare la creatività dei figli”. E la competitività, stimolata nei bambini dal “possa farcela anch’io”. Ma soprattutto il manuale invita a ‘stare insieme” ai figli. Proprio come un tempo. “Non bisogna privarli del videogame—osserva Reali ma è giusto stimolare un equilibrio, farli sentire bravi con il joystick e anche con un pezzo di legno. L’unico modo è costruire qualcosa insieme, divertendosi”. Con il salvastecchino, la lippa, o le mitiche piste per biglie, le trottole tirolesi, il rocchetto armati) O lo schioppetto. La lista è lunga. E chi perde, paga pegno.

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