La SociÚtÚ des amis des noirs
Giuseppe Aragno - 05-06-2009
Chi difende un uomo di colore finalmente Ŕ avvisato: quel che rischia Ŕ un processo e non soltanto a Napoli. A Siracusa Antonio Pedace l'hanno messo dentro e lo processeranno: resistenza e minacce. Ha preso le difese di un eritreo maltrattato dalla polizia.
L'ho insegnato per anni e la vita m'Ŕ stata maestra: c'Ŕ un filo teso che corre tra politica e storia. E occorrerÓ pur dirlo: la furia giacobina non fu solo terrore. Robespierre, membro della "SociÚtÚ des amis des noirs", lottando per il riconoscimento dei diritti degli uomini di colore, pose ai francesi del suo tempo una domanda pi¨ attuale che mai. E la giro a Maroni: "quale persona con un senso sia pur minimo di giustizia - chiese ai francesi Robespierre - pu˛ dire a cuor leggero a migliaia di persone: noi vi abbiamo riconosciuto dei diritti, Ŕ vero, noi vi abbiamo riconosciuto uomini a tutti gli effetti, Ŕ vero. Ci˛ nonostante, d'ora in avanti noi vi risospingeremo nella miseria e nell'avvilimento e vi ricondurremo ai piedi di vostri padroni?".

Noi vi abbiamo riconosciuti uomini come noi - denunciava il giacobino - ma continueremo a trattarvi come bestie e vi negheremo il solo diritto che conti nei contratti sociali: la possibilitÓ d'influire in qualche modo sulle scelte che riguardano la vostra vita.

Per aprire la caccia all'uomo, in vista dell'applicazione del "decreto sicurezza", l'avvocato Gelmini chiede alle scuole i codici fiscali degli alunni delle quinte superiori: ogni studente extracomunitario maggiorenne che non sarÓ in regola coi permessi, potrÓ essere espulso cosý senza colpo ferire. Bossi, Gelmini, Brunetta e compagnia cantante pensano di sottomettere in questo modo la grandezza dell'uomo alla piccolezza dei potenti e, dopo pi¨ di due secoli, ci conducono alla tragica domanda di Robespierre.

Il cammino della civiltÓ incrocia frequentemente i passi insanguinati della barbarie e non di rado uno strappo rivoluzionario Ŕ contemporaneamente figlio di prepotenze disumane levate al rango d'ordine legale e padre d'una giustizia nuova, cresciuta come risposta all'ingiustizia. E non ci sono dubbi: di fronte alla barbarie che monta, in un mondo di riformisti d'ogni natura e colore - riformiste le maggioranze, riformiste le opposizioni, riformisti i rossi, i bianchi e i neri - la sola riforma possibile Ŕ quella che si riassume in un insormontabile e inespugnabile no.

Piaccia o meno, questa Ŕ la lezione della storia.

Tags: razzismo, potere, solidarietÓ, diritti


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 La Comune    - 14-10-2010
Grazie per la solidalrietÓ con Antonio Pedace e per ave ne dato notizia. chi volesse pu˛ sottoscrivere l'appello e continuare a seguire il caso su www.lacomuneonline.it
Il n. 154 de La comune pubblica inoltre un ampio reportage dall'assemblea dei Comitati solidali antirazzisti svoltasi a Roma il 3 ottobre 2010: chiedetene copia tel. 055295164