Se diciotto ore vi sembran poche ...
Flora Villani - 21-05-2009
E' dal 2001, ministro Letizia Moratti, che si sente parlare con insistenza di "riconduzione a 18" delle cattedre costituite con un numero inferiore di ore; avallando nell'opinione pubblica la convinzione che i docenti lavorino meno di quanto contrattualmente stabilito.
La verità è che quelle cattedre, costituite con meno di 18 ore, avevano una loro ratio interna che teneva conto di continuità didattica, stabilità dei docenti sui vari corsi e abbinamento di materie tradizionalmente studiate insieme.
Faccio degli esempi tratti dalla mia esperienza nel liceo scientifico.
La cattedra di Lingua straniera, 17 ore, copriva un corso intero (cinque classi) e garantiva la continuità ai discenti per l'intero corso di studi. La diciottesima ora veniva svolta come supplenza.
La cattedra di Filosofia e Storia, 15 ore, garantiva la continuità sui tre anni di corso e l'abbinamento di Storia e Filosofia. Ben tre ore settimanali venivano dedicate alle supplenze saltuarie o ad attività di intensificazione dell'attività didattica, per esempio per la preparazione agli esami.
La cattedra di Matematica e Fisica, 16 ore, garantiva altre all'abbinamento di Matematica e Fisica, la continuità sulle tre classi del triennio; anche qui ore a disposizione per supplenze o preparazione di esperienze di laboratorio.
Poi si decise di risparmiare.
Oggi la lingua straniera viene insegnata anche da cinque diversi docenti sui cinque anni; il professore ha spesso classi parallele che, se sono quinte, comportano la necessità di essere presenti su due commissioni agli esami di Stato; i tempi degli orali si allungano se le classi su cui insegna il docente non possono essere accoppiate in un'unica commissione; diversità di trattamento viene inoltre a crearsi tra il lavoratore che ha una sola classe da esaminare e colui che ne ha due.
Filosofia e Storia: le due materie vengono il più delle volte separate, ma il docente spesso nei tre anni insegna alternativamente nella stessa classe o Filosofia o Storia (con quanto rispetto per i metodi, il linguaggio, la didattica di ciascuno, si può immaginare); non può fare supplenze, ma per esse si pagano ore eccedenti (straordinario) ad altri docenti.
Dal prossimo anno anche la 047 (Matematica al biennio) andrà a 18 ore, ma il docente dello Scientifico dove è in atto il PNI con cinque ore settimanali per classe cosa farà, completerà su un tecnico o su un professionale ? Avrà cattedra su due scuole o sarà costretto a subire lo straordinario obbligatorio ( cinque ore su quattro classi = venti ore) ?
Meno grave la cosa per la 051, Materie letterarie e Latino. Le attuali 15 o 16 ore non sono più accettabili, anche se erano il giusto limite per chi correggeva centinaia di compiti di Italiano all'anno; ma riusciremo a conservare l'abbinamento di Italiano e Latino, assolutamente necessario per fornire agli alunni competenze morfosintattiche trasversali tra le due lingue ?...

Si modificano le cose non badando alla qualità dell'apprendimento/insegnamento.

La solita storia. I soliti tagli


Tags: ore, tagli, supplenze, organico


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 oliver    - 27-05-2009
Nulla è razionale e rispettoso della scuola per una classe dirigente che non conosce la SCUOLA, questi "signori", che purtroppo hanno il consenso degli italiani, assumono il comportamento dei salvatori della patria, chiedendo modificazioni inutili che non tengono conto della continuità didattica, elemento portante nell'ambito dell'offerta formativa. La loro mentalità è quella del bovaro, convinto che la quantità delle ore di lavoro fanno la "differenza". Spesso tra i miei conoscenti devo dare informazioni dettagliate per dimostrare che l'insegnante è un professionista impegnato e carico di responsabilità. POVERA SCUOLA PREDA DEI BARBARI !!