La nostra idea di paese è un'Italia multietnica
Rolando Dondarini - 19-05-2009
Bologna, 15 maggio 2009

Gentili amici e colleghi,

desidero informarvi su una recente mia presa di posizione che da due giorni sta animando l'ateneo bolognese, anche oltre quanto naturalmente suscitato dalle elezioni del Rettore.

L'imprevista ampiezza delle risposte ricevute ha poi generato la mozione che vi allego e che stamattina ho presentato al consiglio di Dipartimento di Discipline Storiche avendone approvazione unanime. Naturalmente potete utilizzarne il testo, anzi...lo auspico, data la gravità del momento.

Sarebbero molto graditi sia i vostri riscontri sia iniziative che possano allargare la ricaduta del messaggio e della mozione.

Un cordiale saluto.

Rolando Dondarini

(Prof. di Storia Univ. Bologna)



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Bologna, 13 maggio 2009


I membri del Consiglio del Dipartimento di Discipline Storiche, in conformità con l'articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana (1) e in coerenza col Codice Etico dell'Università di Bologna (2);

consapevoli:

- della molteplicità delle matrici e degli apporti culturali, etnici e religiosi che hanno concorso alla formazione della comunità nazionale;

- della necessità di perseguire, oltre che la convivenza, anche il dialogo interculturale e il rispetto tra le sue componenti;

- dell'esigenza di rimuovere ogni discriminazione pregiudiziale che impedisca pari opportunità di accesso ai corsi di studio, ponendosi nel solco di apertura e universalità che ha caratterizzato l'Ateneo bolognese fin dalle sue origini;

ritengono di dover respingere con fermezza affermazioni e strategie che pretendano di chiudere la comunità nazionale in una presunta e fallace uniformità e richiamano i responsabili dei dicasteri che sovrintendono alla ricerca, all'istruzione, alla sanità e al welfare a non applicare le discriminazioni che simili atteggiamenti pregiudiziali potrebbero indurre.

Dichiarano inoltre che la complessa questione dell'immigrazione non può autorizzare in alcun modo le intenzioni espresse dal capo del governo e sostenute dalla sua maggioranza di puntare ad un paese non multietnico, dato che ciò obbligatoriamente presuppone un'inaccettabile presunzione di un'unicità e purezza etnica da conservare.

Anche se le intenzioni fossero state altre, le espressioni usate sono chiaramente inadeguate e, data loro gravità e pericolosità, se ne esige il dovuto emendamento.


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(1) - Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

(2) - Nel preambolo al codice etico dell'università di Bologna si dichiara: "...Consapevole dell'importante funzione sociale e formativa delle istituzioni universitarie, l'Università di Bologna riflette i valori che storicamente sono alla base della ricerca scientifica, dell'insegnamento e delle altre molteplici attività universitarie e informa ad essi il suo operato al fine di favorire l'eccellenza, l'onore e il buon nome dell'Ateneo, la creazione di un ambiente improntato al dialogo e alle corrette relazioni interpersonali, all'apertura e agli scambi con la comunità scientifica internazionale, all'educazione ai valori e alla formazione della persona in tutti i suoi aspetti... L'Università di Bologna richiede ai professori, ai ricercatori, al personale tecnico-amministrativo e agli studenti, nonché ad ogni altro membro dell'Ateneo nell'adempimento dei rispettivi doveri, e in relazione ai ruoli e alle responsabilità assunte sia individualmente sia nell'ambito di organi collegiali, di rispettare, proteggere e promuovere con coraggio i valori cardine delle istituzioni universitarie, fra i quali: (a) dignità umana; (b) rifiuto di ogni discriminazione ingiusta e valorizzazione sia del merito sia delle diversità individuali e culturali". E all'art 1: Rifiuto di ogni ingiusta discriminazione Tutti i membri dell'Università hanno diritto ad essere trattati con spirito di comprensione ed eguale rispetto e considerazione, e a non essere ingiustamente discriminati, direttamente o indirettamente, in ragione di uno o più fattori, inclusi la religione, il genere, l'orientamento sessuale, la coscienza e le convinzioni personali, l'aspetto fisico e il colore della pelle, la lingua, le origini etniche o sociali, la cittadinanza, le condizioni personali e di salute, la gravidanza, le scelte familiari, l'età.


Segnalato da Claudia Fanti, che come sempre ringraziamo - Red

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 Silvana Citterio    - 22-05-2009
Sono completamente d'accordo.
Sottoscrivo il documento come coordinatrice della Rete Lombarda ELLIS, che ha nella sua mission l'educazione alla cittadinanza interculturale.

Silvana Citterio

Hanno aderito personalmente:
Clara Alemani - LEND
Daniela Bertocchi - GISCEL
Silvana Citterio - IRIS
Cristina Cocilovo - Clio'92 - IRIS
Dino Gavinelli - AIIG
Maurizio Gusso - presidente IRIS, LANDIS, Clio'92
Piera Herrmann - Cres - Mani Tese
Ornella Mandelli - GISCEL e IRIS
Marina Medi - Cres - Mani Tese e IRIS
Barbara Peroni - ADI SD
Marilena Salvarezza - Fratelli dell'Uomo
Maurizio Sciuto SIEM
Paola Tomai - LEND
Elisabetta Visintainer - LEND

Marina Caretto e Nadia Mortoni - Rete ELLIS di Como