Franceschini è una brava persona...
Giocondo Talamonti - 04-05-2009

Franceschini è una brava persona. Ma se sbandiera il ritorno all'ovile del Cavaliere come una vittoria della sinistra, allora rischia di apparire ingenuo. La partecipazione berlusconiana alle celebrazioni del 25 aprile non è stata un omaggio alle pressioni del segretario PD.
Che il Premier sia in mala fede lo dimostra la non richiesta dichiarazione: "non sapevo della proposta ddl sull'equiparazione partigiani-repubblichini". E' così spudoratamente falsa, così lontana dalla verità che meraviglia non essere stata neppure vagamente percepita da Franceschini come anticipatrice di nefaste conseguenze.
Nella trappola sono destinati a cadere, insieme a lui, tanti simpatizzanti del PD e della sinistra. L'immagine del Cavaliere arrendevole, intenerito dall'invito, in preda a un buonismo colpevole, espresso in un luogo di tragedia, per farlo apparire più credibile, vorrebbe essere il velo pietoso steso su quattordici anni di invadenza nella vita economica e politica del Paese, e convincere Franceschini che la mano che gli accarezza la testa ammansita non può mai essere morsa.
Il Premier incasserà a breve gli utili del fazzoletto partigiano al collo, dell'invito apostolico all'uguaglianza e alla fraternità, del pietosissimo e interminabile show filo-terremotati, mentre il buon Franceschini e tanti altri si sentiranno tranquillizzati dalla sua conversione.
Il Pifferaio di Hamlin sta intonando l'ennesima straniante melodia del suo vasto repertorio.
Rassegniamoci e mettiamoci in fila, intontiti e deliziati, allegri e inebetiti, il baratro è a due passi.

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