Mi contrappongo
Gigi Monello - 28-04-2009
A cosa dovrei smettere di "contrappormi", io? A cosa dovrebbero smettere di "contrapporsi", gli alunni cui, la mattina, parlo di Storia? All'avventuriero romagnolo che con feroce freddezza manda i suoi sicari a trucidare un deputato che ha osato smascherarlo? Al seduttore latino che, nello stesso giorno in cui precipita il paese in una guerra incertissima, trova tempo e voglia di telefonare due volte alla sua amante? Al cinico che per vent'anni spegne il diritto di parlare e di pensare liberamente? Che impone a milioni di persone il più sordido conformismo in cambio della "tranquillità del pane"? Smettere di "contrapporsi"; così mi dice un miliardario politicante, giunto al potere per un fatale incrocio di paura, interessi, insipienza, viltà. Dovrei forse smettere di "contrappormi" ai turpi delinquenti che formavano le bande di Mario Carità a Firenze, e Pietro Koch a Roma? Al gentiluomo Luciano Luberti, seviziatore di donne, passato alla storia come il boia di Albenga? A quel fior fiore di galantuomini delle SS italiane? Ai loro padroni stranieri Reder e Kappler? Dovrei smettere di "contrappormi" al Mussolini repubblichino, servo dei nazisti sino al punto di accettare che Trentino e Friuli (la "Patria"!) passino sotto amministrazione tedesca; con certa, finale annessione al grande Reich?

Questo fantastico miliardario settantenne, questo formidabile capo del governo che il mondo ci invidia, questo perfetto prodotto dell'italica sbruffoneria, è venuto oggi a dirmi che non devo più "contrappormi". A spiegarmi che anche quelli di Salò avevano ideali; servendo i quali sono morti. Ideali? Quali ideali? L'ideale di un paese senza partiti? Senza libera stampa? Con un tribunale speciale? Con il confino di polizia? Con una legislazione razzista? Dove tutto dipendeva non dal merito, ma dalle amicizie, gli intrallazzi, le più squallide e ributtanti fedeltà, clientele, servilismi, cortigianerie? Di questi "ideali", parlava, da Onna, il Capo del Governo? Lui, che ha imbarcato anche i voti della destra estremista e di centinaia di migliaia di nostalgici meno "dichiarati". Lui, che, in una memorabile uscita di qualche anno fa, arrivò ad affermare che il Fascismo fu meno duro del Nazismo, dato che esso, i suoi oppositori usava mandarli in "villeggiatura" nelle isole.

Morirono anche quelli di Salò; certamente; ma combattendo per ideali repellenti. E quando non erano dei sadici pervertiti, votati a qualsiasi avventura violenta, erano in genere degli immaturi e degli impulsivi, travolti da un malinteso senso dell'onore e dalle suggestioni di una "fedeltà" tutta emotiva. Per loro - questi ultimi - pietà umana quanta ne volete. Ma nel cuore dei loro familiari e di chiunque altro voglia provarne. Non dentro una festa della Repubblica.

Tags: governo, opposizione, 25 aprile, partigiani, repubblichini, equiparazione


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