Insegnanti che sappiano insegnare
Riccardo Scaglioni - 19-04-2009
Come mettere d'accordo maggioranza e opposizione; come ragionare insieme tra politici, insegnanti, docenti universitari e della scuola, genitori e studenti. Questo è avvenuto venerdì pomeriggio al Liceo Montanari di Verona alla tavola rotonda "Insegnanti che sappiano insegnare", organizzato dall'ANFIS (Associazione Nazionale dei Formatori Insegnanti Supervisori) e dalla SSIS Veneto (Scuola di Specializzazione interateneo per l'Insegnamento Secondario).

Dalla Senatrice Mariapia Garavaglia (Commissione Istruzione del Senato) sono arrivate critiche al progetto di riforma della formazione iniziale degli insegnanti, nato da una commissione formata da soli docenti universitari. Attualmente la formazione dei docenti delle scuole medie e superiori è affidata alle SSIS (Scuole di specializzazione, post laurea, biennali), mentre nel progetto in discussione la formazione degli insegnanti per medie e superiori è nella sostanza separata e ridotta ad un solo anno. Questo progetto, inoltre, "per come si sta realizzando, tradisce la metodologia della SSIS senza presentarne una precisa".
"Formazione insegnanti significa qualità della formazione alla cittadinanza. Non è facile cominciare a fare gli insegnanti; l'inizio fornisce l'imprinting". "L'insegnante che sa insegnare è formativo per i cittadini".

Che sia stato un errore cancellare la SSIS è opinione anche di Morena Martini, assessore Scuola e Formazione della provincia di Vicenza, P.d.L.. Che propone una revisione in positivo delle prime bozze di regolamento e sottolinea il valore di una formazione di qualità e la necessità di un efficace raccordo tra Scuola e Università, anche attraverso l'utilizzo di figure professionali qualificate e competenti, come i SVT.

Giudizio negativo sul regolamento della commissione Israel è espresso anche dal prof. Mario Longo, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Verona: negativo perché "confuso incompleto e velleitario e non è emendabile, secondo le dichiarazioni dello stesso Israel". Anche perché nasce da un equilibrio forzoso tra accademici, e non dalle reali esigenze della scuola.

Il prof. Luciano Carazzolo, preside del Liceo Galilei e Presidente del Collegio dei Presidi delle scuole superiori di Verona, sostiene che c'è stato un "dibattito spropositato sul 5 in condotta; lo schema di regolamento sulla formazione degli insegnanti, invece, non lo conosce nessuno", fatto veramente grave vista l'incidenza che queste norme avranno sulla scuola.

Che sia quanto mai opportuno tenere aperto il dibattito e trovare adeguate ed efficaci soluzioni è opinione espressa anche dal prof. Calogero Carità, preside del Liceo Montanari.

La prof.ssa Paola Dongili, dell'Università di Verona e vicedirettore della SSIS Veneto, ribadisce la bontà dell'esperienza della SSIS che ora viene cancellata. Riprende una nota affermazione dell'umanista Comenius per cui "insegnare è l'arte di insegnare tutto a tutti". E l'arte, come ci insegnano illustri esempi, non è mai improvvisazione. Occorre inoltre avere strumenti per motivare gli studenti.

È seguito un dibattito che ha coinvolto genitori (presente anche Chiara Crivelli consigliere nazionale A.Ge - Associazione italiana Genitori), studenti e docenti, da cui è emersa la necessità di un sistema di formazione degli insegnanti come ricercatori didattici, come comunicatori, come formatori a loro volta. In questa direzione l'ANFIS, assicura il Presidente dell'associazione prof. Riccardo Scaglioni, che ha moderato l'incontro, si farà carico di proporre modifiche al regolamento, in modo che si salvi l'esperienza positiva delle SSIS.

Insegnanti che sappiano insegnare danno maggiore credito alla categoria, danno anche una possibilità di crescita all'intera società italiana.

In conclusione, da parte degli intervenuti c'è stato accordo sul valutare criticamente il progetto che è in corso di definizione; ma si chiede anche a tutti coloro che possono essere ascoltati dal Ministro si attivino per fare in modo che le prossime generazioni di insegnanti che si formeranno siano davvero capaci di insegnare.

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 Alberto    - 25-04-2009
Scaglioni scrive:
"Che sia stato un errore cancellare la SSIS è opinione anche di Morena Martini, assessore Scuola e Formazione della provincia di Vicenza, P.d.L.. Che propone una revisione in positivo delle prime bozze di regolamento e sottolinea il valore di una formazione di qualità e la necessità di un efficace raccordo tra Scuola e Università, anche attraverso l'utilizzo di figure professionali qualificate e competenti, come i SVT."

A mio avviso è stata, invece, la cosa più sensata fatta negli ultimi 10 anni!!!
E' mai possibile che, per andare a guadagnare 1100 euro al mese (con almeno 10 anni di precariato) occorre far trascorrere all'Università 7 (dico sette) anni agli aspiranti paria. E aggiungo anche che la SSIS costa qualche migliaio di Euro!
Per andare ad insegnare la legge di Ohm o i prodotti notevoli 7 anni di Università!!!!
Ma basta con leggi idiote sulle spalle degli altri!

 Daniela Antonello    - 25-04-2009
Finalmente! Qualcuno parla della SSIS Veneto, ottima esperienza e ben portata avanti per 10 anni e poi... improvvisamente, in agosto 2008, da una sconosciuta, impreparata, ministra che parla di scuola "meritocratica" andando a fare i suoi esami di abilitazione a Bari, zacchete! Un bel taglio! e oplà esperienza decennale di ricerca metodologica e didattica, programmi tesi di ricerca, approfondimenti,pubblicazioni, convegni internazionali, preparazione di docenti nei campi didattico-metodologici specifici delle discipline spariti nel NULLA senza colpo ferire!
E a report l'affondo, presentando il peggio del peggio della SSIS! Ma certo, si sa, la scuola, tutta, NON è uguale ovunque: avevo due studenti alla SSIS Veneto (come moltissimi altri, che venivano da Marzara del Vallo. Stupita chiesi loro perchè non facevano la SSIS in Sicilia. Risposta:"Per accedere ad una qualsiasi SSIS Siciliana occorre pagare un pizzo, troppo oneroso per noi. I posti sono tutti a raccomandazione blindata. Ci conviene e ci costa meno prendere l'aereo e venire a Venezia entrambi, dove almeno con le prove di ammissione "blindate", se si è capaci, chiunque può superarle ed entrare.!"
Questo la dice lunga su come venivano gestite le SSIS in luoghi diversi, ma ciò non giustifica buttar via una esperienza positiva perchè ne esite una di negativa!
E vi assicuro che vagliavamo a fondo la preparazione dei nostri studenti che spesso han dovuto ripetere gli esami perchè impreparati o perchè avevano fatto troppe assenze! Altro che inutile!
A detta di molti Dirigenti Scolastici i docenti provenienti dalla SSIS sono tra i più preparati e disponibili.
Una docente "arrabbiata"