Giocare a Gradara
Brunella Maiolini - 23-09-2002
Dal 12 al 15 settembre si è svolta a Gradara, la dodicesima edizione del festival Gradara Ludens.
Un’occasione unica in Italia per giocare, mettersi in gioco, lasciarsi coinvolgere dal fascino di una città che organizza, intorno alla sua ludoteca premi, eventi, convegni, tornei, laboratori, iniziative, riunendo tra le sue antiche mura la gente di tutto il mondo che vuole e sa giocare…
Tutte cose molto serie… perché il gioco è una cosa seria, come serio è sapersi divertire e lasciarsi trasportare…
E infatti a Gradara si è parlato di Teoria dei Giochi, cosa è e a cosa serve.
Inoltre con il gioco si impara a stare insieme, a riconoscersi in regole comuni, a seguire uno scopo, un obiettivo. E il gioco aiuta ad imparare.
E a Gradara si è parlato didattica ludica nel convegno “Mediterraneo, il futuro di una storia” con i componenti dell’ONG Ecole Instrument de Paix -Italia - SIRENA e delle scuole di Napoli della Rete ME.LA. V.E.R.D.E. (Mediterraneo Laboratorio per Vivere E Rinnovare la Dimensione Europea), che hanno raccontato un progetto di educazione alla pace e alla cittadinanza attraverso uno spazio di comunicazione ludica per tutti i popoli che vivono nel bacino del Mediterraneo. E se ne è parlato anche nell’Workshop "Esperienze ... in gioco", dove ci si è giocato con il “babelico”, una lingua inesistente con cui capirsi meglio, la costruzione di fiabe e un gioco di carte per imparare a usare internet divertendosi.
Il gioco aiuta a vivere meglio nelle nostre città.
E a Gradara si sono incontrati assessori e rappresentanti di molte città, grandi, medie e piccole, e di comunità montane, per la costituzione dell’Associazione GioNa, associazione di città in gioco, per coordinare e rilanciare le molte attività ludiche che si svolgono sul territorio nazionale, e magari perché molti altri Comuni istituissero accanto all’Assessore al Lavoro, anche l’Assessore al Gioco, prendendo esempio da Gradara.
Ma attenti: come ci dice Kant nella critica del Giudizio, e come ci ricordano gli organizzatori…il gioco è “un’occupazione per se stessa piacevole e non ha bisogno di altro scopo che se stessa”.
Per questo chi ha vissuto la magica atmosfera di Gradara in questi giorni sa che il fascino e la riuscita della manifestazione sono stati soprattutto nella dimensione ludica assoluta che si respirava, nel vedere ogni persona, ogni angolo dedicati al gioco: tornei e campionati di enigmistica, giochi logici, di simulazione, su scacchiera…, murder party, laboratori di ogni natura, animazioni in ludoteca, una serata dedicata a scoprire gli inganni e le illusioni e infine la premiazione dei personaggi ludici dell’anno (quest’anno Simona Marchini, Michela Serra e l’artigiano costruttore di giochi e di sogni Armando Borrelli).
Come riconoscere chi è stato a Gradara? Certamente, qualsiasi età abbia, dall’espressione ritrovata di “cucciolo” insieme ad un’evidente maggiore saggezza acquisita.




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