Proposta choc
Francesco Masala - 04-03-2009
Vista l'enormitÓ del debito pubblico italiano occorre prendere atto che una variazione di 1-2 punti della tassazione e/o imposizione fiscale dei redditi sono pannicelli caldi. Il debito non scenderÓ mai, e il fatto che non scenda sarÓ sempre un'arma di ricatto contro qualsiasi ipotesi vera, e non finta, di miglioramento della situazione economica della maggior parte dei cittadini.
E la scuola e tutta la spesa pubblica sarÓ sempre oggetto del ricatto delle compatibilitÓ di bilancio.
Ecco la mia piccola proposta: una enorme riduzione del debito pubblico al 60%, come Germania e Francia. Chi fornisce le risorse? Una straordinaria imposizione sui patrimoni e non sui redditi. Nel 1979 il rapporto debito pubblico/PIL era il 62%, oggi circa il 110%. Da allora la distribuzione del reddito si Ŕ spostata continuamente e impietosamente a favore di rendite e profitti e in sfavore del lavoro dipendente; per questo motivo si pu˛ rigettare come priva di fondamento la teoria secondo la quale la crescita del debito pubblico produca miglioramenti per le classi meno agiate, se vediamo che gli effetti finali sono spostamenti dei redditi verso profitti e rendite e concentrazioni di ricchezze sempre pi¨ estreme.
I soggetti colpiti saranno quelli che negli ultimi 30 anni hanno potuto accrescere i patrimoni, grazie al fatto che i redditi da lavoro dipendente e precario sono stati tenuti bassi e sono stati spesi comunque in modo tale da aumentare in modo crescente e a livello da quarto mondo rendite e profitti.
Manca la risposta alla domanda principale, chi ha il coraggio di fare questo?
Prima che l'uscita dall'euro sia irreparabile e l'Ucraina e la Bielorussia, senza offesa per loro, diventino i nostri riferimenti?

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