Facciamo finta che...
Claudia Fanti - 13-01-2009
E ancora ha vinto la semplificazione sulla complessità.
Per chi ha sperato in un ravvedimento, ecco la beffa della pazzia dell'ultimo governo. La scuola elementare degli anni 80-2000 è definitivamente affondata come una barca senza valore, come un inutile fardello gettato al fiume del tempo che corre in senso contrario alla modernità. Che bella visione che si apre alla scuola del futuro: una scuola piccola piccola, meschinella, in cui ognuno/a sarà sempre più solo/a a coltivare il proprio orticello, dagli adulti ai bambini, dalle famiglie mononucleari a quelle allargate, dagli stranieri ai bimbi con disabilità, dalle direzioni didattiche ai bidelli sempre più in calo...

I Programmi dell'85 morti e sepolti, le miscelate Indicazioni Moratti - Fioroni confermate ipocritamente, ma annullate di fatto nella pratica quotidiana...meno ore per tutto e per tutti, meno tempo scuola di qualità, bensì tempi scolastici a richiesta (per poco)...quasi quelli di un centro estivo, ma senza il lusso dei divertimenti dello stesso, il quale almeno offre ai più piccoli proposte alternative alla sola istruzione-addestramento.

Grazie Ministro, grazie davvero...La si vede smagrita, quasi eterea, un ectoplasma senza espressione, un'ombra dal volto tirato, quasi tragico...
Lei è giovane, ma pare una anziana signora maldisposta alla risata petulante dei piccoli, infastidita dal rumore della vita che pulsa e richiama a sé ascolto, comprensione, cambiamento nella valutazione, nella capacità di divergenza e creatività...come sembra lontana, signora tirata e asciutta, signora distinta e chiusa, impermeabile alla pioggia di voci, di emozioni condivise dalla gente qualunque che ha popolato le piazze...certo Lei ha i suoi adepti, eppure, quando li si sente parlare Le assomigliano tutti: sono inamidati, retrò, benpensanti timorosi che i propri figli vengano contaminati dalla vita che spesso scorre senza regole, senza certezze, senza diversità... figli che Voi vorreste con un unico stile di apprendimento, quello ereditato da nonni e bisnonni inamidati e tranquilli del loro status e delle loro possibilità economiche, culturali...

E poi, cara signora, bisogna conoscerli i bambini e amarli nel profondo per vederne i risvolti più nascosti, quelli che ci parlano di voglia di apprendere, di desiderio di superare la paura di essere cattivi o dispersi nel bosco del traffico interiore che riflette i ritmi di quelli esterni, bisogna "vederli" per ciò che sono ora e non per ciò che gli adulti pensano di loro: non sono soldatini pronti a imparare le parole dette, non lo sono più!!! Lo si vuole capire una buona volta? Ma che c'entra Tremonti con i figli normali di questo mondo impazzito! Che c'entra la finanziaria con la qualità? Che c'entra una valutazione fatta di voti con giudizi a fianco con la motoria, la musica, il tempo, lo spazio, l'immagine, l'italiano, la matematica...che noi dovremmo insegnare e i bambini rielaborare e apprendere per aprirsi nel futuro a acquisizione di competenze?

Che c'entrate voi con i bambini e i loro insegnanti che non vi interessano minimamente, che avete costantemente sminuito, svilito, annullato con una prosopopea e una arroganza degna dei Paesi totalitari? Ebbene avrete anche vinto le elezioni, ma non rappresentate certo tutto il Paese! C'è quasi la metà degli elettori che non vi ha scelto e ci sono le bambine e i bambini che non hanno diritto al voto, ma che hanno i volti di genitori che non vi piacciono perché sono gli altri, quelli che avrebbero il diritto di ritrovarsi con una scuola pubblica capace di andare oltre i pensierini di antica memoria, oltre i quattro calcoli e i problemi su spesa, guadagno e ricavo, il disegnino e il temino libero...
E poi, questa illusione che date della possibilità di scelta delle famiglie fra opzioni orarie! Ecco, questa è una faccenda che non si può accettare da professionisti seri, da politici seri...ma che scuola sarà quella che con tempi così assurdamente diversi non riuscirà a dare a tutti la stessa preparazione di base? Che scuoletta sarà?
Altro che scuola europea! Altro che scuola dell'approccio alla lettura e alla scrittura creativa, alla matematica dei grandi numeri, alla geometria osservata nell'ambiente e ragionata, altro che lingua in funzione estetica, storia e quadri di civiltà, geografia economica e ambientale...Altro che musica e approccio alle arti visive...Basta!

Tuttavia i ritorni non esistono, cara signora...le bambine e i bambini non potranno mai più essere fanciulli e le maestre, quelle che avete così pesantemente offese nella pratica legislativa, non potranno mai più essere maestre addomesticate ai vostri ordini . Si dà il caso che la loro fiducia nelle istituzioni sia minata irreparabilmente alle radici.

Vi piacerebbe che tutto il mondo restasse ingabbiato dentro minuscoli cervelli ubbidienti, pieni di sciocchezzuole e fantasie...Anzi, forse vorreste una platea di consumatori intruppati ad acquistare e consumare, come sempre ci viene ripetuto da giorni, soprattutto ora nel periodo di un Natale appena fuggito e ucciso da una guerra senza senso nei Paesi dai quali è nata la nostra cultura!

Tuttavia il compito che vi siete dati non ritengo vi riuscirà bene...Penso che avrete delle amare sorprese che vi si rivolteranno contro...Infatti, indubbiamente, qualcosa l'avete ottenuta: una grande tristezza! Essa si aggirerà fra giovani e vecchie maestre che si guarderanno esterrefatte nei corridoi e nelle aule dai soffitti che crollano. Per certo avete dato un colpo mortale alle tante ricerche e sperimentazioni in atto...Molti esperti di didattica e pedagogia ci richiamano al dovere di resistere, ma essi dimenticano quanti anni ci sono voluti per vivacizzare la scuola elementare...Ci vogliono anni per ricucire gli strappi slabbrati, anni per ridare fiducia, ma noi non abbiamo più tempo, non stiamo dietro una scrivania, noi non possiamo elaborare teorie e attendere le trasformazioni! Noi maestre vediamo bambine e bambini nell'oggi e, mentre li guardiamo, essi crescono senza possibilità di attendere un pensato e strategico modo di valutare falso, un modo" nuovo" di opporre resistenza alle corbellerie del ministero di turno! Essi e noi siamo di fronte alle scelte oggi, e l'oggi è importante per i nomi di chi ci sta dinanzi nel presente a sei, sette, otto, nove, dieci anni di età! Personalmente, ma ciò conta nulla al cospetto del tempo e del Paese: farò finta che questo ministero non sia mai esistito accettando tutte le conseguenze di tale mia posizione nella quotidianità che mi chiama, che esige da me capacità di scegliere, etica dell'azione educativa, morale della valutazione, intelligenza ed equilibrio nel cambiamento, ecc...Ma questa è la mia storia!

Buona epifania!

6 gennaio 2009

Claudia Fanti (maestra elementare)

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