breve di cronaca
"A scuola manuali faziosi"
Repubblica on line - 12-09-2002
ROMA - "Contro i manuali scolastici faziosi ci vuole una legge". La pensa così Forza Italia che attraverso il suo capogruppo nella commissione cultura della Camera, Fabio Garagnani, ha appena presentato una proposta di legge. (in realtà il PdL è stato presentato il 9 luglio -ndr-)

Un progetto che prevede che "nelle scuole di ogni ordine e grado l'insegnamento della storia, e in particolare di quella contemporanea, debba svolgersi attraverso l'utilizzo di testi di assoluto rigore scientifico": Vale a dire manuali che tengano conto in modo obiettivo di "tutte le correnti culturali e di pensiero".

La questione non è nuova. Anzi, tutto è cominciato nell'autunno del 2000, qualche mese dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni regionali. Il battistrada della campagna contro i libri di testo "faziosi e marxisti" è stato Francesco Storace, che fece votare al Consiglio regionale del Lazio una mozione di una paginetta che contestava ai manuali in uso nella scuola pubblica la faziosità e "l'omissione di alcune pagine di storia a vantaggio di altre".


All'iniziativa di Storace, che provocò le proteste dell'intero centrosinistra, seguirono quelle simili della Regione Lombardia, e poi ancora della Puglia e della Sicilia. Analoghe mozioni furono votate dai rispettivi consigli regionali, finché arrivarono anche le parole di Silvio Berlusconi, allora leader dell'opposizione, che il 12 novembre del 2000 lanciò la sua scomunica contro "I libri con deviazioni marxiste".

Poi, qualche crepa nella Casa delle Libertà (Buttiglione parlò di "iniziativa grezza") mise la sordina alla campagna che l'Ulivo e buona parte del mondo delal scuola avevano definito da "Nuovo Minculpop". Al massimo, dopo la vittoria elettorale del 13 maggio, spuntarono banchetti dei giovani di Alleanza Nazionale nelle librerie, ma non seguirono passi ufficiali.

Che invece sono arrivati adesso, con una proposta di legge in piena regola firmata dal capogruppo di Forza Italia nella commissione cultura della Camera, Fabio Garagnani. Entrata dalla finestra delle Regioni, la campagna contro i manuali di testo "di sinistra" entra dunque dalla porta principale di Montecitorio, perché "La storia - dice Garagnani - deve essere insegnata tenendo conto di tutti i filoni della storiografia e con grande rigore scientifico". E allora, per il deputato di Forza Italia, un manuale per la storia non può essere scelto ignorando criteri di trasparenza e laicità".

(Il testo di legge si compone di un solo articolo -ndr-)


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