Gioco anch'io
Severo Laleo - 16-12-2008
E' proprio strano. Molto strano.
Ed è forse il segno più terribile della nostra radicale sconfitta di "sognatori".
Perché non riusciamo nemmeno a "sognare".
E l'assenza di un sogno pesa e impedisce, alla lunga, il cambiamento necessario.
Nel gioco "Vorrei una scuola" di Trevisani, nemmeno tra i commenti a dire il vero (tranne forse, ma solo timidamente, e grazie alla sua sincerità forte, il commento di Giuliano Galiardi), mai si pronuncia, nemmeno tra i "vorrei" appunto, questo semplicissimo pensiero-sogno: "Vorrei una scuola all'altezza/capace, per risorse umane e materiali, per missione, di "PROMUOVERE" tutte le persone in età di apprendimento, almeno fino ai diciotto anni".
Perché?
Siamo forse troppo schiavi di una visione classica della scuola noi "poveri maestri/professori"?
Chissà! Forse abbiamo sempre interiorizzato un'idea burocratica del "fare scuola" costruita nei secoli: secondo l'idea burocratica del fare scuola, la "PROMOZIONE" è il passaggio da una classe all'altra dei/delle solo "meritevoli", in pratica, soltanto di chi riesce a stare dentro l'assurdo trinomio della scuola di sempre: lezione-interrogazione-voto.
Acriticamente.
Tutto si può volere, ma non la "promozione" di tutte le persone in età di apprendimento.
Ma, già sento i nostri rivoluzionari di oggi, e il merito?
Il merito?
Sono forse i minori a dover dimostrare di essere meritevoli?
E' il minore forse ad avere l'obbligo di meritare la "promozione"?
Non è il minore al centro di tutte le nostre attenzioni?
Non è il "successo formativo" del minore a dare lustro (si fa per dire!) alla scuola?
Il merito, nell'età di apprendimento, non è una questione personale, non è una questione privata!
Il merito è una questione di pubblica funzione: la scuola ha il dovere di condurre tutte e tutti alla PROMOZIONE.

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Ed ecco il mio "vorrei": "Vorrei vedere una scuola nella quale uomini e donne, minori e adulti/e, siano tutti/e impegnati/e, insieme, nei rispetto di tutti i "vorrei" di Trevisani, a "promuovere/promuoversi" lungo la via della civilizzazione. Perché non esiste minore che non meriti promozione".
Se la scuola non saprà trasformarsi in un servizio indistintamente per tutte le persone in età di apprendimento, nessuna esclusa, svolgerà sempre un servizio...per altro/i. E quindi è al servizio di...
L'autonomia, la libertà, la funzione democratica della scuola è solo nel "successo formativo" (cioè "promozione") di tutte le persone in età di apprendimento, al di là dei personali meriti, sì, al di là dei personali meriti, al di là delle condizioni socio-economiche, al di là della "abilità/disabilità", al di là dei quozienti di intelligenza.
Il diritto alla "promozione" è della persona e basta.
O no?

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 gian paolo trevisani    - 19-12-2008
Grazie del contributo a quella piccola iniziativa che avevo proposto. Sognare ad occhi aperti è la cosa più bella che si possa fare. Sognare una scuola a misura di tutti è giusto perchè solo così la si potrà attuare. E' solo attraverso il sognare ad occhi aperti che l'umanità ha progredito. Grazie ancora.

 giuliano galiardi    - 22-12-2008
Il sogno di una scuola:
i sogni ad occhi aperti sono reazioni ad una esperienza deludente e sofferta,
servono per sperare, per continuare a lottare, per noi, d'accordo, ma anche per loro, i giovani.
Si può cercare di capire e di capirli esaminando la realtà dal di dentro della nostra esperienza di studenti
Proviamo ad andare indietro nel tempo,
chiediamoci cosa non andava nella scuola che abbiamo fatto,
di cosa avremmo avuto bisogno, come avrebbe dovuto essere.
Ebbene, oggi vorrei una scuola orientativa e formativa,
che mi desse la conoscenza di me stesso e del mondo del lavoro,
frequentata nelle aule e per quanto basta nei posti di lavoro reale,
per poter cercare, provare, verificare, scegliere nel modo migliore,
per verificare e coltivare gli interessi , per scoprire e sfruttare le attitudini ,
per considerare e saggiare le capacità ed i limiti,
per avere a disposizine delle persone qualificate con cui parlare ,
per controllare se il progetto di vita funziona e procede per il verso giusto.