Un sentito ringraziamento all'onda
Rosanna Vittori - 15-12-2008
Una scuola debole, malata per la lunga incuria, ferita dall' arrogante superficialità del governo è riuscita a svegliare un intero paese. Un'onda pacifica e travolgente di protesta si è levata ed il paese si è stretto, come mai prima, attorno alla 'sua' scuola. E alla fine il paese ha vinto.
Solo pochi mesi fa non si sarebbe potuta immaginare tanta attenzione per la scuola in Italia: per questo la dobbiamo ringraziare, ministro. Avremmo fatto a meno dei tagli, però ... che ci sono ancora tutti. Nelle dichiarazioni con cui annunciava nei giorni scorsi il dietrofront, si è dimenticata di dire che ci sono ancora. Ci dice, ministro, dove li prenderà adesso quei quasi otto miliardi di euro? Immaginiamo che Tremonti li avesse già impegnati tutti nel buco nero di Alitalia (o per le banche)...
Perché, vedrà: adesso che le famiglie potranno scegliere tra la 'sua' maestra unica e una normale scuola elementare, tra il 'suo' cosiddetto tempo pieno e quello che conosciamo già, tra le 'sue' quattro orette scarse di scuola e un orario adeguato ai tempi di un normale apprendimento: tutti cercheranno di tenersi la scuola che abbiamo. E come non parlare del suo ripensamento per la scuola superiore? Ci stavamo già preparando al 'professore unico', ma pare che qualcuno l'abbia consigliata per tempo a lasciar perdere e, almeno fino al 2010, non se ne farà niente.
Grazie ministro! Certo, ci vuole coraggio a tirare un sospiro di sollievo per il fatto che ci dobbiamo tenere le cose come stanno. Perché non va affatto bene come va, caro ministro e una riforma, seria, efficace, ci vuole davvero. Ma una riforma vera. E allora nelle piazze, negli atenei, nelle aule magne, sui forum virtuali: continui la mobilitazione! E ben venga il referendum contro la legge Gelmini. Perché la scuola è un bene nazionale: adesso siamo in tanti a gridarlo. E non si tocchi più la scuola senza esserne all'altezza! Ministro, sia coerente: si dimetta!!!

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Libero Tassella    - 15-12-2008
La vittoria di Pirro

Non scambiamo per vittoria quella che è solo tattica politica e per arrosto quello che è solo fumo, lasciamo che i sindacati e i sindacalisti, che tra poco si appresseranno a firmare un contratto vergognoso, a cantar la loro vittoria di un giorno oppure lasciamo le forze politiche a far la loro propaganda; noi, e in special modo se precari, siamo vittime di un processo di destrutturazione della scuola pubblica statale che prevede il taglio di centinaia e centinaia di posti di lavoro, e poi sapete di certo quanto conti un accordo con i sindacati di categoria
(con certi sindacati, poi, tra l'altro anche divisi) in questo Paese e con questo Governo!

Ma non credo che sia io a dover spiegare che questa purtroppo non è nè la vittoria del sindacato nè, spiace dirlo, del cosiddetto movimento; vorrei tanto sbagliare ma questa è pura e meschina strategia, tattica politica ben coordinata con tempistica perfetta in puro stile consociativo; i sondaggi in discesa, la paura della Grecia, la volontà di far contenta la CISL e di porre nell'angolo la flc CGIL alla vigilia di uno sciopero, di mettere la sordina alle contraddizioni, ecc..., il tutto è stato poi sapientemente esposto sui giornali, (con dichiarazioni trionfali di sindacalisti e partiti e con le smentite di Gelmini e Berlusconi); ma vi pare che quell'accordo, vigenti gli articoli di leggi recentemente approvate in parlamento con colpi di maggioranza, sia una cosa seria?
Quanto conta, mi chiedo e vi chiedo, un accordo scritto a “casa Letta” sia pur nelle stanze paludate di Palazzo Chigi e alla presenza di ministri della Repubblica? E noi ci accontentiamo di un verbale e del trionfalismo dei sindacalisti, che si sono gettati a capofitto a batter le mani?