Una nuova breccia di Porta Pia
Gianfranco Pignatelli - 11-12-2008
L'azione predatoria della CEI s'è fatta sfrontata e più onerosa del solito. Lo ha dimostrato lo scorso venerdì 5 dicembre monsignor Stenco, direttore dell'Ufficio nazionale per l'educazione della Cei, la Conferenza episcopale italiana. Ecco le sue parole rivolte, con tono intimidatorio, al governo Berlusconi per ottenere il finanziamento integrale alle scuole confessionali: «le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese». Ignorando tutto quanto già fatto dall'attuale governo in favore della scuola cattolica, l'alto prelato ha aggiunto: «qui si vuole la scuola statale e la scuola commerciale, lo stato e il mercato ma non il privato sociale che rappresentiamo noi e che fa la scuola non per interesse privato, ma per interessi pubblici». E non solo. «Tra stato e mercato - ha tuonato ancora - perché colpire proprio il privato sociale?». Dichiarazioni sfrontate di chi mente sapendo di mentire.

Mente quando omette di considerare che alla scuola statale sono stati tagliati 8 miliardi, sottratte tante ore di lezione, aumentati di molto gli alunni per classe e ridotto il sostegno per quelli con handicap, liquidato il 25% degli istituti statali, programmato il licenziamento di 160.000 lavoratori dell'istruzione e rinnegato il diritto alla definitiva stabilizzazione di 300.000.

Continua a mentire, quando dà ad intendere che la scuola cattolica è un "privato sociale" e "fa la scuola non per interesse privato". Se così fosse, perché gli istituti confessionali pretendono rette tanto esose da chi le frequenta? E come mai, per contro, le retribuzioni corrisposte agli insegnanti sono così basse? Come mai in quegli istituti non si favoriscono rappresentanze sindacali diverse da quelle "di comodo"? Perché mai, lì, i docenti sono reclutati a trattativa privata, spesso in mancanza dei titoli culturali e professionali prescritti dalla stessa legge sulla parità scolastica? In forza di quale speciale servizio o merito sociale le scuole cattoliche beneficiano di contributivi straordinari ed esenzioni fiscali? Benefici che, in aggiunta alla devoluzione dell'otto per mille, all'esenzione ICI e a molto altro ancora, sono stati concessi dall'ex consulente economico di Craxi, all'epoca della vantaggiosissima revisione concordataria dell'82, e ministro delle finanze dei governi Berlusconi.

Nonostante tutto, con sconcertante sfrontatezza, monsignor Sterco si lamenta. Anzi, minaccia. Così una sua dichiarazione, solo una dichiarazione e voilà il governo ha provveduto immediatamente a travasare 120 milioni dalle casse comuni a quelle delle scuole cattoliche. Senza alcuno scorno, il sottosegretario Vegas - dopo meno di un'ora - placa il monsignore, consigliando a tutta la CEI di dormire tranquilla tra quattro cuscini. I soldi per loro ci sono. D'altronde lo stesso Berlusconi, lo scorso 5 novembre alla Fiera Milano di Rho, l'aveva definita "una svista colpevole". «Ho una grossa colpa - ammetteva il premier - non mi ero accorto che nella Finanziaria era previsto questo taglio alle scuole private e cattoliche». Dopo i mesi di proteste inascoltate della società civile: studenti, docenti, ata e genitori delle scuole statali, colpisce la sudditanza dell'esecutivo al diktat del rappresentante della CEI. Noi cittadini laici assistiamo ad una nuova breccia di Porta Pia. Stavolta, realizzata in direzione inversa. Complici un governo al guinzaglio del clero e l'ignavia dei massimi organi di garanzia della laicità e sovranità dello stato italiano.


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