Berlusconi promette il Paradiso
Giuseppe Aragno - 11-12-2008
Durante l'era fascista, messo da parte l'anglosassone e tradizionale "self controll", il britannico "Time" raccontava agli inglesi il "duce" da operetta che qui da noi spopolava, facendo leva sulle frustrazioni piccolo borghesi e sui sogni imperiali del re e degli spennapolli che recitavano i ruoli del "grande capitale". Sassate, più che parole: "Colui che governa l'Italia crede di essere un Cesare, ma è il vero tipo dell'imperatore assiro Antioco, chiamato il Brillante e soprannominato il Pazzo" [1].
In tempi di repubblica traballante, nostalgie repubblichine e tentazioni autoritarie, pudicamente coperte di governabilità e imbellettate da vallette ministre e ministri Brunetta, la perfida Albione non perde occasione per raccontare ai lettori "an italian story of a selfmade man" [2] che se la prende con tutti e tutti demonizza: giudici psicolabili, giornalisti protagonisti di una bolscevica congiura internazionale, televisioni pubbliche e private misteriosamente controllate dal nemico comunista e giovani facinorosi che si oppongono ai decreti sovrani e ai valletti del re perché li hanno tirati su i professori sessantottini che infestano la nostra scuola e si sono irrimediabilmente persi dietro gli orrori e le nefandezze del "Manifesto" e del "Capitale". E se l'inglese "The Guardian", durante la vendita dell'Alitalia, abbandonando i toni anglosassoni, ha fatto cenno per due volte a "Silvio Buffone", la Spagna di Zapatero non ci ha pensato due volte: sostituendosi all'imbelle Veltroni, "Publico.es", un vero tizzone dell'inferno rosso, ha rammentato al mondo ciò che la premiata ditta "D'Alema e compagni" s'è messo in testa di non ricordare: "la Costituzione italiana afferma che lo stato non può sostenere economicamente la scuola privata" e, non contento, ha aggiunto che il potere del Vaticano nell'insegnamento è così forte, che "i 20.000 insegnanti di religione che ci sono nelle scuole pubbliche in Italia sono scelti personalmente dal Vaticano, però sono pagati dallo stato, e per giunta più di altri insegnanti".
Non c'è da dubitarne: per quanto Veltroni si sforzi di piacergli, Berlusconi ha le tasche piene di un'opposizione che gli fa da zerbino in Parlamento, ma in Europa non riesce a coprirgli le spalle e, ciò che più conta, somiglia ogni giorno di più alla "copia cinese", del prodotto griffato di origine seriamente controllata. Sarà per questo che ieri, per l'ennesima volta, il protagonista di "una storia italiana", l'amico di Craxi che s'è fatto da sé, ha sbattuto risolutamente la porta in faccia all'ombra della sinistra che la cultura di governo ha ridotto a governo ombra; ha chiuso così la speranza di un dialogo su tutti i mal di pancia dell'opposizione ridotta a Canossa col capo cosparso di cenere e ha annunciato la fine della repubblica traballante. Fuori dai piedi, quindi, Veltroni e D'Alema - il lupo perde il pelo ma non il vizio - fuori dai piedi quest'opposizione di finti preti e di pericolosi "marxisti leninisti". Basta, infine. Basta questuanti e perditempo, basta coi pannicelli caldi. Ci sono uomini e forze. Il governo di Bossi, La Russa, Brunetta e Tremonti è "un nuovo inizio, il Paradiso che promette all'Italia il cambiamento necessario". E non contento del "lodo Alfano", the selfmade man replica alla Spagna di Zapatero annunciando una riforma della giustizia da fare anche mettendo mano alla Costituzione che, lo sanno tutti, "si può cambiare dando poi l'ultima parola ai cittadini, perché questa è la democrazia".
Mettiamolo in conto: potrebbe darsi che l'Onda non basti. Non è un caso che Atene stia bruciando.

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1] Il dittatore di cui più si parla, "Time", 29 marzo 1937.
2] An italian story, "The Economist", 26-04-2001

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 Francesco Masala    - 13-12-2008
Alcuni commenti spagnoli all'articolo citato:
-Si la Iglesia Católica quiere hacer política que pague impuestos como los demás. Y si no a callar
-¿Cómo era aquel lema? Ah, sí: "Totus tontus".
-¡¡Todo un poema la foto con la miseria y el hambre que hay en el mundo y ellos tan "arreglados" que parece una película sobre el imperio romano!!
-poderoso caballero es don dinero
La cosa allegra è che in Spagna ridono di noi, la cosa triste che hanno ragione.