Libera chiesa  in libero stato.
Libero Tassella - 09-12-2008
I 120 milioni di euro che il Vaticano ha reclamato per le scuole cattoliche andranno al ministro Gelmini, sarà poi questa, di concerto con il Tesoro e con il ministro degli Affari Regionali, sentita la conferenza Stato-Regioni a destinarli o alla scuola statale, cosa che non accadrà di certo o alla scuola paritaria cattolica, quello che sicuramente avverrà, come è stato ampiamente assicurato, dopo la forte levata di scudi della Chiesa, immediatamente assecondata dal governo Berlusconi, tramite Letta.

I 120 milioni sono in pratica gli stipendi che la scuola dei preti paga agli insegnanti che però assume in modo del tutto discrezionale senza, ad esempio, rispettare le graduatorie provinciali degli abilitati .
In questo paese, con l'avallo di tutte le forze politiche, in modo assolutamente bipartisan, con i soldi di tutti si pagano i docenti che insegnano in scuole paritarie cattoliche gestite dai preti e, sempre con soldi i pubblici, si pagano insegnanti, gestiti dalla Curia, che insegnano la religione cattolica (materia facoltativa) nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, io non chiedo molto; chiedo un po' di laicità , che si torni al conte di Cavour "Libero stato in libera chiesa".

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 Don Francesco Martino    - 15-12-2008
L'articolista ignora forse che si tratta della scuola paritaria : per intenderci, quella facente parte dal Ministro Berlinguer del sistema pubblico dell'Istruzione, ed in modo prevalente Scuola dell'Infanzia e Scuola Elementare: questo comparto ha subito dal 2001 un taglio cospicuo del finanziamento, passando dagli olte 500 milioni di euro del 2002 ai circa 340 dell'anno 2008, mentre quest'anno i fondi dovrebbero essere circa 220 ml/€, con il taglio dei famosi 120 ml. di euro, cosa che mette a rischio il carattere "pubblico" di tali istituzioni e costringe le famiglie a contribuire in misura più consistente per i loro piccoli oppure a scervellarsi dove trovare tali soldi, visto che la Legge Italiana per l'8X1000 vieta alla CEI di destinare tali fondi ad istruzione e sanità: si tratta di scuole aperte a tutti, gestite da suore in prevalenza o da parrocchie, nate quando lo Stato non si preoccupava di questi segmenti d'istruzione. Personalmente, sarei stato in silenzio, soffrendo per questo grave problema, senza esternare, come ha fatto l'Ufficio Scuola della CEI, visto il polverone che si è alzato in chiave anticlericale, con servizi di stampa e TV che hanno fatto apparire uno stato arrendevole nei confronti della Chiesa suscitando inutile anticlericalismo, in un momento difficile per la Pubblica Istruzione, con politiche non pienamente condivisibili attuate dal Governo. Tuttavia, ad oggi, nel nostro campo, la preoccupazione è ancora più forte : i soldi tagliati non sono stati riassegnati, ma affidati ad una concertazione Stato/Regioni : non siamo, come invece lei sostiene, per nulla ottimisti sul recupero di questi fondi in toto, ma forse per il 40% o 30%, stimando un taglio di 70-80 ml. di euro...in effetti. Aggiungo, poi, che dal mio punto di vista saremmo più liberi, se lo Stato non ci finanziasse, perchè non dovremmo rispettare i parametri fissati dallo stesso e potremmo fare finalmente una scuola "esclusivamente cattolica" (alla maniera islamica), vietando a tutti coloro che non sono cattolici l'accesso a tali scuole, e garantendola maggiormente per i figli delle famiglie cattoliche... Perchè coloro che protestano mandano da noi i loro figli? Sarebbe coerente che non lo facessero, in vista delle loro convinzioni laiche...

 oliver    - 16-12-2008
Io sono convinto che le scuole paritarie o di altre natura giuridica devono potersi sostenere a proprie spese, lo Stato deve sostenere la scuola pubblica che è stata tagliata di ben 8 miliardi di euro un terzo della manovra messa in atto da Tremonti, ritengo da laico e convito cittadino, che la la chiesa deve investire sulle proprie scuole devolvendo l'otto per mille che riceve, basta con favoritismi.

 Marcello Levriero    - 16-12-2008
E non dimentichiamo che se la scuola cattolica chiudesse, lo stato dovrebbe accollarsi l'onere di istruire i ragazzi che frequentano le scuole private ( poco meno di un milione) . La spesa per gli stipendi dei nuovi insegnanti da assumere e per l'allargamento delle strutture è stata stimata in 6
miliardi e 200 milioni di euro all'anno dall'associazione dei genitori cattolici Agesc. In conclusione la scuola cattolica fa risparmiare allo stato una cifra pari a mezza finanziaria ogni anno. A mio avviso vale la pena di
ricordarsi queste cose invece di fare polemica basata su ragionamenti elusivi come quello sopra, che riporta solo la cifra spesa e non quella risparmiata. Qualcuno è in grado di dare una replica in merito ?