Le aspettative tra-dite a Tra-date
Elisa Di Guida - 29-11-2008
La scuola apprende e trema. La notizia giunge dal Collegio arcivescovile Bentivoglio di Tradate, nel varesotto, ed avrà conseguenze sulla scuola tutta. Protagonisti un manipolo di insegnanti, i soliti. Quei fannulloni, ignoranti, immeritatamente benestanti e, magari, pure terroni ne hanno combinata un'altra delle loro. Hanno bocciato, per la terza volta, all'esame di maturità Bossi junior. Lo hanno respinto nonostante il Tar avesse intimato loro la ripetizione della prova già fallita a luglio. Lo hanno bocciato nonostante la ministra Gelmini avesse inviato un ispettore a garanzia del candidato unico. Ora, la scuola aspetta e trema. Dopo le stolte decretazioni spacciate per innovazioni, i tagli e scuci di Tremonti, le basse insinuazioni di Brunetta, adesso si teme la furia belluina del ministro-padre e del suo plotone celtico. Eppure la ministra era stata chiara: bisogna favorire l'eccellenza, aveva detto. E allora? Allora non aveva fatto i conti con i prof comunisti. Sempre gli stessi. Maledetti! È ora che il premier provveda. Epuri, epuri pure. Via le "cattedre rosse". Nella scuola si attui, per decreto, il seppellimento delle carriere. Prof mai più. Basta con questi facinorosi. I tempi per un editto di Tradate sono maturi. Lo proclami. Poi, come al solito, gli basterà mettere in moto, in ogni Tg, il carosello dei suoi replicanti. Quello che accompagna, quotidianamente, le cene degli italiani. Un replicante dopo l'altro, ciascuno uguale all'altro. Tutti lividi di rabbia, accomunati dal ghigno rancoroso, dal livore dialettico, tenuti al guinzaglio da cravatte monomarca, a pois o margheritine su fondo blu. Li alterni, in video, con i devoti del dio Po agghindati con cravatte, pochette e foulard di tutti i verdi che la Padania dà. Renda finalmente giustizia al giovane Renzo, pre-destinato ad una fulgida carriera politica come il di lui fratello, lo riscatti dal pre-giudizio rosso. In fondo Tradate non è Parigi ed il Collegio arcivescovile di Bentivoglio non è mica la Sorbona. Magari lo nomini ministro dell'istruzione, previa promozione facile da ottenere in quel di Reggio Calabria. In fondo la scuola se lo merita. E poi, si sa, il dicastero di viale Trastevere, da sempre, è abituato al peggio.

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 Gianfranco Pignatelli    - 29-11-2008
Siamo meridionali, abbiamo stati tutti abituati male, fate fate pure, fate come vi pare, stiamo qua noi, approfittate di noi. Che fate, non ne approfittate? Così cantava un ironico cantautore meridionale degli anni Ottanta. Utilizzo questa citazione canora per fornire un consiglio al senatur Umberto Bossi. Lo faccio da professore terrone e, diciamolo, molto “fannullone” in un liceo scientifico napoletano. Si faccia furbo, non si ostini a far ripetere a suo figlio Renzo l’esame di licenza scientifica nella sua Padania. Se persevera, lo bocceranno per la quarta volta. Faccia come la ministra Gelmini. Porti suo figlio al sud. “Approfitti di noi”. Può bastare anche Napoli. Non è mica necessario arrivare fino a Reggio Calabria…