I tagli comunque restano
Riccardo Princi - 29-11-2008
La Commissione Cultura della Camera ha dato il via libera al parere sul Piano programmatico per la scuola del ministro Gelmini. Il testo licenziato pone importanti paletti rispetto all'articolazione del tempo scuola, ripristinando il tempo pieno garantito nella scuola dell'infanzia (materna), i due docenti per classe nelle sezioni a 40 ore settimanali della primaria (elementare), mentre il "maestro unico" è previsto per le sezioni con orario di 24 ore settimanali, richieste dai genitori. Nulla cambia invece per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado (media), dove l'orario settimanale passa dalle 32 ore attuali a 29 o 30 ore e si riducono le classi funzionanti con il tempo prolungato, ma soltanto in assenza di richiesta effettiva delle famiglie e delle condizioni di funzionalità.
L'indubbia volontà di mitigare il provvedimento per quanto riguarda la riduzione del tempo scuola, ha indotto tutti i sindacati concertativi, eccezion fatta per la FLC-CGIL, a emettere sconcertanti comunicati, se non di esultanza, quantomeno di plauso per il testo licenziato. Alcuni sono "abbastanza soddisfatti", per altri "siamo in presenza di una buona base per la discussione", per altri ancora "tale orientamento induce ad un cauto ottimismo" e infine si parla di "soluzioni ragionevoli".
Ma ammesso che questi pareri portino effettivamente ad una minor riduzione del tempo scuola, resta il fatto che i tagli, in misura più o meno accentuata, ci saranno comunque e, cosa più importante, resta il macigno degli 8 miliardi di euro in meno destinati alla scuola, come previsto nella finanziaria triennale.
Fortunatamente insegnanti, studenti e genitori lo hanno compreso e infischiandosene delle dichiarazioni melliflue di sindacalisti conniventi, oggi a Milano sono scesi in piazza per l'ennesima volta.
Prepariamoci per lo sciopero generale del 12 dicembre.

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 Francesca Aliota    - 30-11-2008
Prepariamoci per lo sciopero e soprattutto mettiamoci in testa che non finisce presto. Bisogna durare. E chi la dura la vince.