Precari scuola. Ma potrebbero essere piloti, infermieri o metalmeccanici...
Redazione - 24-11-2008
Un momento di lotta organizzato dai precari della scuola, parte combattiva del Coordinamento docenti, precari, genitori e studenti di Napoli, dopo una serie di riunioni all'Università Orientale da tempo occupata. In un'altra zona della città hanno manifestato dottorandi e ricercatori duramente colpiti dai provvedimenti Gelmini. In una città battuta dal vento gelido di questo micidiale fine novembre, le immagini parlano chiaro:

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Sono precari della scuola, lavoratori della formazione, ma potrebbero appartenere ad una delle mille categorie messe sotto attacco da un governo incapace di capire il Paese e di dare risposte concrete alle esigenze reali della gente. Un governo che appare ogni giorno di più braccio armato dei poteri forti e strumento consapevole di una cieca reazione di classe.
Nel vergognoso silenzio dei media di regime, l'Onda cresce. Si saldano alleanze, si fissano accordi e obiettivi comuni, si punta con crescente decisione a quella "generalizzazione" della lotta sulla quale convergono gli sforzi di un movimento che ha la sua avanguardia negli studenti, ma vede in azione le tante realtà di lotta. Salute, acqua, rifiuti, occupazione, immigrazione, tutto si muove e l'esperienza accumulata negli scontri delle diverse realtà si rivela ora preziosa e tende a saldarsi, mentre si intensificano i contatti con i gruppi NoTav e Dal Molin e si preparano azioni comuni con i metalmeccanici e i lavoratori della Sanità.

Tutto si muove e nulla è perso. Mai come in questi giorni è apparso chiaro che la storia non si scrive in anticipo. A questo governo, che aveva pensato di poterlo fare, lo stanno ricordando gli studenti riportandolo bruscamente alla realtà. Siamo appena all'inizio e la lotta sarà di lungo respiro ma, se non ci divideremo, non esistono dubbi: Berlusconi troverà la strada sbarrata.

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