breve di cronaca
Studente morto in crollo liceo, altro ragazzo operato in serata
Agenzia Reuters - 22-11-2008
TORINO - (Reuters) - E' stato operato ieri sera alla schiena al Cto di Torino Andrea Macrì, 17 anni, il più grave degli studenti feriti nel crollo di ieri mattina al liceo scientifico Charles Darwin di Rivoli, nell'hinterland del capoluogo piemontese, costato la vita a Vito Scafidi, anche lui 17enne.

Lo hanno riferito fonti sanitarie, aggiungendo che l'intervento di stabilizzazione della colonna vertebrale sull'adolescente, che rischia la paralisi, è "tecnicamente riuscito", ma che la prognosi resta riservata e non si escludono altre operazioni nei prossimi giorni.

Fra gli altri feriti più seri, due ragazze sono state trasferite in serata dal pronto soccorso al reparto di chirurgia vertebrale l'una e di ortopedia l'altra.

Il crollo, sul quale la procura di Torino ha aperto un'inchiesta con le ipotesi di reato di omicidio colposo e disastro colposo - per ora a carico di ignoti - è avvenuto ieri a metà mattinata in un'aula della sede principale del liceo.

Fra le ipotesi, dicono fonti investigative, sembra predominare al momento quella della rottura di un tubo di ghisa che col suo peso ha fatto crollare la controsoffittatura in mattoni dell'aula.

Dopo la visita ieri pomeriggio del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e del presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, è intervenuto in serata anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha espresso il proprio dolore aggiungendo che questa tragedia "solleva inquietanti interrogativi sulle garanzie negli istituti scolastici".

Il crollo ha provocato infine il ferimento più lieve di un'altra ventina di ragazzi.

Nei mesi scorsi, un'indagine campione di Cittadinanzattiva ha indicato che il 30% delle scuole analizzate presentano segni di fatiscenza o crolli d'intonaco, e solo il 34% dispone del certificato di agibilità statica.


discussione chiusa  condividi pdf

 Gianfranco Pignatelli    - 22-11-2008
IL CROLLO DELLA SCUOLA E DELLE SCUOLE

Carenze funzionali e strutturali. Alla scuola italiana manca tutto. Colpa dell’inettitudine politica e della superficialità amministrativa dei ministri dell’istruzione. Ma soprattutto dell’ottusa miopia di premier e ministri dell’economia. E così le nostre scuole, di ogni ordine e grado, crollano. E non solo metaforicamente nelle classifiche OCSE ma, purtroppo, anche materialmente. Per l’uno e l’altro crollo, il ceto politico ha parole e solo parole. Denigratorie per chi ci lavora o di cordoglio per chi ci muore. A Torino come a San Giuliano di Puglia. Oggi come ieri.

Se la nostra fosse una democrazia reale, chi governa risponderebbe delle proprie responsabilità politiche o penali. Per il danno procurato ad intere generazioni ed al Paese nel suo insieme oppure per omicidio colposo.

Da anni - nel comparto scuola - governare fa solo rima con tagliare. Tagli eccessivi investono l’ordinario: dalla conduzione didattica (scuole, tempo, aule, cattedre) alla manutenzione delle strutture. In compenso non si controllano gli sprechi delle risorse per progetti didattici di dubbia utilità, che rimpinguano le tasche dei dirigenti scolastici e di taluni insegnanti. Per l’edilizia scolastica si fa poco e male. I lavori sono finanziati senza ponderare i tempi della burocrazia. Si esigono ribassi insostenibili. Non si vigila abbastanza sugli appalti, sui flussi di tangenti e sulla corretta esecuzione delle opere. Sono rimandati ad oltranza la messa in sicurezza degli edifici scolastici, concedendo all’edilizia pubblica molto più di quanto venga tollerato da quella privata. Di questo, magari se ne parla nei collegi dei docenti o nei consigli d’istituto. Qualche volta si verbalizza pure, ma poi rimane tutto lettera morta.

La mia denuncia ha un fondamento. Scrivo con cognizione di causa. Lo faccio da architetto e professore con esperienza trentennale. Ho avuto modo di conoscere scuole collocate in diversi contesti territoriali. Troppo spesso mi sono imbattuto in strutture fatiscenti ed inadeguate sul piano strutturale ed impiantistico, nelle quali erano disattese le più elementari norme di sicurezza. Poche quelle idonee. Gravi e quotidiani i rischi per l’incolumità di quanti frequentano e lavorano in quegli edifici. Dagli infortuni alla insalubrità dei luoghi, fino all’assenza delle più elementari norme igieniche e sanitarie. Nelle scuole italiane c’è di tutto. Mancano i controlli e, chi dovrebbe vigilare ed agire, s’appella alla mancanza di risorse. Il risultato? Tutti si sentono esenti da responsabilità. Tutti si lagnano e nessuno agisce. Quando ci scappano i morti il polverone mediatico confonde e non chiarisce. I concorsi di colpa, le connivenze ed il velo di omertà fanno il resto. La magistratura indaga, i periti accertano tutto ed il suo contrario. Il solo risultato è la dilatazione dei tempi, l’assoluzione se non sia subentrata già la prescrizione. Poi tutto riprende, come prima eppure peggio. Magari confidando in questo o quel santo protettore che ci risparmi da tutti i possibili danni procurati dalla sciatteria di sempre. Voto dopo voto, taglio dopo taglio, spreco dopo spreco, incuria dopo incuria, insabbiamento dopo insabbiamento. Magari con l’intermezzo di qualche commemorazione. Rituale anche questa, ovviamente.

 Doriana Goracci    - 22-11-2008
Diventano interrogativi inquietanti per Napolitano: Vito Scafidi 17enne morto, 20 studenti feriti, di cui 4 sono gravi, e uno rischia di rimanere paralizzato per il cedimento del controsoffitto nel classe dello scientifico Charles Darwin di Rivoli, in provincia di Torino. Il sindaco ha detto della fine di Vito Scafidi: "E' una morte bianca" . E' una tragedia veramente incomprensibile", il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini, che invece le idee chiare ce l'ha sui finanziamenti: "Abbiamo previsto all'interno del decreto sulla scuola, un articolo che focalizza l'attenzione sulla sicurezza degli istituti scolastici, prevedendo anche lo stanziamento di alcune risorse. Nel 2008 abbiamo distribuito 300 milioni di euro proprio su questo tema e con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, abbiamo avviato un piano per mettere in sicurezza le cento scuole meno sicure d'Italia". E' stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio e disastro colposo.
Sarà doveroso per la Rai, creare un format congiunto tra Misteri italiani ,Chi l'ha visto ed Enigma, che tuteli la Sicurezza dei Diritti d'Autore, in tandem con chi siederà nella Commissione di Vigillanza e Garanzia.
Quello che dicono gli studenti e i genitori, lasciamolo stare, sono dichiarazioni "a caldo" e la benedizione con qualche goccia di acqua santa, rinfrescherà le menti e si spera anche che piova e tiri vento. La Natura e il Clima, si sa, sono ladri entrambi, di vite umane.

 Da Il Tempo    - 22-11-2008
TORINO: CROLLO SCUOLA, LA DISPERAZIONE DEI GENITORI

Torino, 22 nov. - (Adnkronos) - "Non e' possibile che succedano cose cosi' a scuola, ci vogliono dei controlli, Andrea mi diceva sempre che si staccavano i pezzi dai muri e dagli stipiti. Perche' devono succedere cose del genere". Non riesce a trattenere le lacrime la mamma di uno degli studenti del liceo 'Darwin' di Rivoli rimasto gravemente ferito nel crollo di una controsoffittatura all'interno dela classe IV G della scuola alle porte di Torino. Il ragazzo, 17 anni, e' il piu' grave dei feriti e ha riportato una frattura vertebrale che avrebbe coinvolto anche il midollo. "La nostra paura e' che possa rimanere paralizzato" dice in lacrime il padre. All'ospedale Cto di Torino, dove il giovane e' ricoverato insieme a una compagna e a una studentessa di un'altra classe, entrambe meno gravi, sono arrivati anche l'assessore alla Sanita' della Regione Piemonte, Eleonora Artesio, e uno degli insegnanti dei ragazzi feriti. "E' successo nell'intervallo -racconta- io stavo andando in classe e quando sono arrivato ho soltanto visto la polvere dovuta al crollo". La disperazione e l'angoscia dei famigliari e' aumentata anche dal dolore per la morte di uno dei ragazzi coinvolti dal crollo. "Lui e mio figlio -ricorda la mamma del ferito piu' grave- erano molto amici e si erano sentiti anche il giorno prima fuori da scuola".