Sciopero alla prima ora di lezione
Gianni Mereghetti - 08-09-2002
CGIL, CISL e UIL scuola della Lombardia hanno indetto uno sciopero per la prima ora di lezione, adducendo a motivo di tale protesta il taglio di cattedre di cui saremmo vittime noi insegnanti.
A parte che sono stati ridotti gli esoneri dall’insegnamento e non i posti di insegnamento, comunque iniziare un anno di scuola da una protesta è quanto di più contrario ci sia alla natura educativa della scuola; mai l’inizio è una mossa negativa, un andare contro, una reazione, se così fosse non si chiamerebbe inizio!

Un nuovo anno di scuola non può prendere il suo incipit da uno sciopero, ma da insegnanti che al suono della prima campanella entrano in classe con lo slancio appassionato e coinvolgente di chi inizia un’avventura. La prima ora di scuola, come l’inizio del giorno, vibra di un’attesa profonda perché si riprende un cammino in cui vi è in gioco la ricerca di se stessi, degli altri, della realtà intera.

Aprire una prospettiva positiva a tanta attesa, implicando il proprio impegno con la vita, è questo il problema serio della prima ora di lezione



interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 D'Aquino Raffaele, Istituto Comprensivo di Fossacesia    - 15-09-2002
Sono iscritto alla CGIL, ma sono comunque d'accordo:
è inopportuno e dannoso, sul piano educativo, iniziare
l'anno scolastico in questo modo.
Insegno da tanti anni nella scuola media e so, per
esperienza personale, come gli alunni vivono questo
giorno. In particolare gli alunni di prima media iniziano
l'anno scolastico così carichi di aspettative e di fiducia,
che sarebbe insensato disorientarli e deluderli in que-
sto modo, pur se animati, come insegnanti-lavoratori,
da motivazioni sindacali ritenute giuste.

 Franco Castronovo    - 15-09-2002
Si sciopera, sacrosantemente, la prima ora, e poi si comincia con slancio; lo capisco io, lo capiscono i miei alunni, lo capiscono i loro genitori.
Dove sta il problema, caro Mereghetti?

 cardini corrada    - 20-09-2002
Devo dire la verità, all'inizio pensavo tu fossi in buona fede, anche se un po' fastidioso per la retorica autocompiaciuta dei tuoi interventi. Poi mi sono chiesta se venivi da un altro pianeta. Ora devo riconoscere che non so più che cosa pensare: dove dovremmo attingere secondo te l'entusiasmo per il nuovo anno?: dalle velleità controriformistiche della tua amica ministra, dal fatto che abbiamo davanti, come scuola pubblica un futuro di progressivo imbarbarimento, dalla prospettiva di trovarci con classi sempre più numerose, meno strumenti per arricchire l'offerta formativa, meno supporti per affrontare il problema dei bambini portatori di handicap, svantaggiati o extracomunitari? Quale entusiasmo può animare professionisti che non riescono ad avere contratti decenti, e che sembrano destinati a svolgere la propria attività in scuole sempre meno in condizione di competere con i ricchi e strasupportati istituti privati che sono nei sogni in rosa del nostro governo?O pensi che siamo travolti dalla gioia all'idea che le nostre scuole siano destinate a ghettizzarsi, e che l'idea è quella di destinarvi prevalentemente i figli delle classi più disagiate, gli svantaggiati socialmente, economicamente e fisicamente con tutti i problemi che ne possono derivare: perchè questo è l'obiettivo: ci prenderanno per fame, e ci stanno preparando una neanche troppo lenta agonia.Ma dimenticavo che se ho ben capito, inspiegabilmente , tu insegni in un liceo, e ti credi assunto in cielo (!?), a stretto contatto con la "crema" della zona della bassa padana dove eserciti (dio ti perdoni) la tua attività di docente in filosofia...