C'era una volta una talpa...
Vittorio Delmoro - 03-09-2002
OVVERO...LE NOVITA’ CHE NON INNOVANO


E’ ormai passato un anno da quando si è cominciato a discutere della controriforma morattiana; un anno perso ad inseguire i boatos e i testos che rimbalzavano dalla Tv ai giornali, da Internet alle scuole; un profluvio di annunci e di documenti scritti, cui è stato difficile tenere dietro, data la velocità, la vorticosità, l’aleatorietà di uscita di ciascuno di essi.

Dapprima fu il bertagnone a mettere a scompiglio le scuole e i docenti italiani : cambiava tutto, orari, programmi, organizzazione; perfino le radici psicopedagogiche dell’insegnamento. Poi venne il bertagnino, sintesi ad hoc per gli Stati Generali e la controriforma subì un primo ridimensionamento. Fu poi la volta delle tre paginette di decreto portate da Moratti al Consiglio dei Ministri; bocciata e rimandata. Allora Moratti si fece più furba e raggiunse il record di ben 12 pagine, ottenendo questa volta una sufficienza e permettendo al decreto di avviare l’iter parlamentare. Questo percorso è ancora in atto e chissà come e quando raggiungerà la fine.

Ma intanto al Ministero si applicavano ad altre imprese e a maggio uscì UNA SCUOLA PER CRESCERE, opuscolo distribuito gratuitamente coi giornali, nel quale si spiegavano ai genitori le delizie della scuola di Letizia. Poi quando verso giugno/luglio fu chiaro che la controriforma non sarebbe partita, ecco che Moratti inventa la sperimentazione; avrebbe dovuto interessare un 20/30% di scuole, ma i suoi colleghi di governo le ridussero la quota all’1/2%.

Nel frattempo giungevano sul suo tavolo ministeriale i documenti delle Commissioni incaricate di stilare i nuovi programmi, definiti INDICAZIONI e RACCOMANDAZIONI, sulla base dei quali attuare la controriforma seppure in via sperimentale.

E siamo così giunti a settembre.

Cosa è rimasto in un anno della controriforma morattiana? Sostanzialmente tre cose, ma come vedremo fra poco, praticamente nulla!


IL TUTOR

La scuola elementare è già ora abbastanza ben gradita sia in Italia (genitori, esperti, test), che all’estero, dove ottiene alte percentuali di valutazione; gli scompensi dovuti alla riforma che portò all’ingresso dei moduli si sono pian piano attutiti e con l’autonomia le scuole si sono organizzate in maniera ottimale.

L’invenzione ora di questo supermaestro rischia di introdurre un elemento di cui nessuno (ma proprio nessuno) sentiva la necessità : non è che si produrranno sfracelli (ad esempio nella mia scuola a tempo pieno c’è l’insegnate prevalente a 16 ore da vent’anni), anzi l’autonomia scolastica permetterà adeguamenti e soluzioni per cui all’esterno sembrerà che la controriforma sia applicata, mentre all’interno tutto resterà più o meno come ora. Salvo l’eventuale diversificazione stipendiale che allora farà crollare tutto il sistema.


IL PORTFOLIO

Questa cartelletta che dovrà contenere tutti i documenti significativi dell’alunno (produzioni individuali, test, verifiche, …) e che si arricchirà man mano che l’alunno procede è già utilizzata in alcune scuole italiane; ricordo la valigia inventata ed adottata da alcune scuole materne emiliane, nel passaggio alla scuola elementare. Nel mio istituto ad esempio se ne discute da anni e forse quest’anno verrà messa in atto. Si tratta di un semplice strumento conoscitivo, utile agli insegnanti che man mano hanno a che fare con l’alunno, ma non va molto oltre questa funzione e l’apoteosi che ne fanno i documenti della controriforma verrà drasticamente ridotta nella pratica.


L’ANTICIPO

E’ davvero l’unica novità della controriforma! Ma…

Già adesso la legge permette ai bambini che compiono tre anni a gennaio di iniziare a frequentare la scuola materna appunto da gennaio; il poterlo fare fin da settembre anche da parte di quelli che li compiono a febbraio è un’inezia che appare come cambiamento epocale solo agli occhi confusi di Moratti.

Che a poter frequentare la prima classe elementare siano poi i bambini che compiono sei anni entro il febbraio successivo costituisce novità solo per chi non ricorda che esiste ora la primina, cioè la possibilità di iscriversi in seconda a sei anni, avendo frequentato la prima privatamente a cinque anni.

In ogni caso opzioni minoritarie che non sconvolgeranno la scuola; di più : le istituzioni scolastiche potrebbero utilizzare l’opzione a proprio uso e consumo, per sdoppiare classi troppo numerose, per evitare soppressioni di sedi per calo di iscritti, per chiedere fondi a sostegno della formazione del personale, per avere personale in più.

Ad esempio nel mio istituto i casi riferiti alla prima elementare sono in media 2,3 per scuola; il loro eventuale ingresso anticipato non porterebbe alcun cambiamento in classi con 16-18 alunni normali, tranne una che raggiungendo i 27/28 dovrebbe essere sdoppiata.

Infine non è mai stato citato il calcolo che su queste iscrizioni si potrebbe cominciare a fare : siccome l’opzione è della famiglia su consiglio delle maestre di scuola materna, è possibile che quando l’eventuale perdita di alunni che anticipano potrebbe causare problemi di sopravvivenza alle sezioni, sarà facile per quelle maestre convincere i genitori a rinunciare all’opzione; viceversa, quando il numero dei restanti fosse troppo alto, sarà facile convincerli del contrario.

Di conseguenza l’unica novità inopportuna e ineluttabile resta l’anticipo ai due anni e mezzo, ma se si tratta di togliere utenti al privato…


Quale altra novità rimane?

La suddivisione dei 5 anni di scuola elementare in 1 + 2 + 2 invece degli attuali 2 + 3 ? Di quasi nessun peso organizzativo e didattico.

La promessa di monitorare il tutto attraverso un’agenzia esterna? Già presente nella legge 30 (abrogata).

I Nuovi Piani di Studio? La copia pedissequa dei vecchi programmi.

Informatica e inglese fin dalla prima elementare? Nella mia scuola si fanno da 10 anni, l’inglese anche nella scuola materna.

Le ore di scuola obbligatorie restano le stesse, le discipline anche, i laboratori pure, gli insegnanti (a parte i tagli morattiani) idem. E allora?

Un anno di bufale! Una controriforma con un solo atto concreto : l’abolizione della legge 30 (Riforma dei Cicli) per dare alla scuola che non cambia un nome diverso.

Le altre avventure della talpa:
La Talpa ha scavato e ha trovato....una bomba
La Talpa continua a scavare....
La Talpa entra....in laboratorio
La Talpa scava la montagna controriformista e scopre che...


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