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Monsieur une biro, s 'il vous plait!
Arturo Ghinelli - 02-09-2002
In vacanza sono stato in Marocco. "Monsieur une biro, s 'il vous plait!". Queste le parole che mi rivolge un bambino nella medina di Fes. Altri bambini chiedono un euro o dieci dirham, ma lui no, lui chiede una penna. Come è facile immaginare mi sono sciolto tutto come neve al sole a sentirmi fare una richiesta del genere, a me maestro in vacanza. Infatti da quel giorno non ho più lasciato neanche una biro in albergo e ho portato sempre con me nello zaino tutte le penne che avevo. Chiedo spiegazione alla guida di questa incredibile richiesta e la risposta è che il materiale scolastico è scarso persino nelle scuole coraniche. Infatti anche nella tintoria delle pelli di Marracheck, un bambino mi chiede una biro, mentre gioca aspettando che il padre e il fratello tingano di rosso le pelli che hanno conciato.
Un altro all'uscita da una fornace mi chiede "une plume!" e quando gliela do ride felice e si mette in posa per farsi fotografare. La guida ci aveva pregato di non dare niente ai bambini " perché non si risolvono i problemi dei paesi poveri facendo l'elemosina". All'uscita da una kasbah il piccolo Nabil ci segue fino al pulman e io gli allungo una super penna con gli antani. Con mia grande sorpresa Nabil fugge subito terrorizzato. Infatti un soldato della caserma di fronte, correndo attraversa la strada, raccoglie un sasso da terra e lo lancia contro il bambino. Nabil per fortuna è già in salvo nel labirinto della kasbah.
Sarò uno sciocco romantico, ma ho subito pensato di realizzare un progetto internazionale "Una biro per i bambini della medina": raccogliere penne ed altro materiale scolastico tra gli insegnanti italiani e portare il tutto direttamente ai bambini delle medine marocchine.
Ho trovato un'organizzazione a cui possiamo appoggiarci : si tratta dell'onlus "Bambini nel deserto"con sede a Modena ma amici sparsi in tutta Italia che è disponibile a portare direttamente nelle scuole il materiale che noi raccoglieremo. Per saperne di più potete consultare il sito www.bambinineldeserto.org . Il principio sui cui è basato il trasporto del materiale è:" noi non regaliamo, facciamo uno scambio" infatti dai bambini ricevono in cambio: disegni, bambole di pelle, fossili ecc. L'organizzazione oltre alla sede vera e propria, dispone di un magazzino dove il materiale viene confezionato prima di essere consegnato ai volontari che partono per le destinazioni
prescelte. Chi avesse necessità di utilizzare un corriere per far avere materiale a Modena può utilizzare il Corriere Bartolini , che non fa pagare le spedizioni destinate a "Bambini nel deserto"(www.bartolini.it ).Quindi mi sembra che le condizioni minime per cominciare a raccogliere del materiale scolastico ci siano.
Io sono anche molto interessato a coinvolgere i bambini, sia italiani che marocchini,
per questo sto cercando un contatto anche con un sindacato o una associazione di insegnanti del Marocco, per attivare corrispondenze interscolastiche e ogni altra forma di conoscenza tra i bambini dei due paesi coinvolti nell'operazione "biro" .
Se qualcuno pensa che non sia un'idea più sciocca di tante altre, mi faccia un fischio.


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 Milena Mencarelli    - 09-09-2002
Caro Arturo,
forse perché sono una sciocca romantica come te, forse perché ero una maestra in vacanza come te, ma, da quando sono tornata dal Kenia, ormai è passato un mese, io non riesco né a lavorare, né a studiare: ho sempre davanti agli occhi immagini che mi hanno cambiato profondamente: i bambini della costa, le scuole, le case, le persone....
Non faccio altro che scrivere, scrivere...per cercare di condividere le mie emozioni, per dire a chi ha la pazienza di ascoltarmi: ho appena intravisto un mondo che non conoscevo, che cosa possiamo fare?
Se ne hai voglia leggi il resoconto del mio viaggio . Non ho voluto troppo approfondire (anche perché le pagine erano già troppe), per non cadere nella facile retorica della turista con sensi di colpa, è semplicemente la testimonianza di chi, come me, è partito a cuor leggero (dieci giorni prima di partire non avevo alcuna idea di dove avrei passato le vacanze. Siamo partiti per l'Africa perché abbiamo trovato un viaggio organizzato a poco prezzo) con in mente solo immagini di paradisi tropicali e si è trovato d'un tratto in un mondo appena intravisto sui settimanali, sui Tg....
D'un tratto le spiagge di sabbia bianca, il mare cristallino hanno perso un po' del loro fascino ed hanno assunto maggiore importanza il conoscersi, lo scambiarsi alcune parole in uno strano linguaggio fatto di italiano, inglese, swaili, ma soprattutto il capirsi usando un linguaggio non verbale.
Mi piacerebbe che tante altre persone facessero la mia esperienza (ma sì, anche con tour operator per viaggi organizzati!), forse qualcosa potrebbe cambiare...

La tua idea mi è piaciuta tantissimo, anche perché si distingue dalle tante iniziative benefiche, dalle tante raccolte di denaro (a chi andranno i soldi?)....
Ho visitato una scuola a Shanzu, accompagnata da alcuni ragazzi del posto: sotto un tetto di lamiera, in una stanzetta buia, 16 bambini erano seduti ai loro banchi di assi di legno; non avevano né quaderni, né penne....
Ho scritto all'insegnante, spero mi risponda.
Io sono della Spezia, sai mica se il Corriere Bartolini , che non fa pagare le spedizioni destinate a "Bambini nel deserto" fa spedizioni anche in Kenia?
Un saluto affettuoso.
Milena Mencarelli


 Maria Clementina Forte    - 09-09-2002
Gentile collega,
ho avuto modo di riscontrare la passione per le biro e la pressante richiesta di penne nei confronti dei turisti anche nei bambini delle tribù di beduini seminomadi che vivono nel deserto del Nrghev, nel Sud di Israele, e ricordo con quanta soddisfazione, con quale sguardo gioioso e brillante, con quanto e quale entusiasmo si allontanavano quasi accarezzando l'oggetto tanto desiderato (allora non sapevo se per andarci a scuola, o per giocarci, o per altro).
L'iniziativa che proponi è lodevole. A mia volta mi propongo di aderirvi nei modi e tempi che mi saranno possibili.